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UNA
BATTAGLIA VINTA
con una battaglia contro la conversione in sala Bingo
di uno splendido cinema Liberty situato nel rione Esquilino
di Roma prende vita nell'estate del 2001 il gruppo APOLLO
11:
Dal primo appello al concerto di festa e protesta.
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cari
amici quello che allego è l'articolo di oggi sulla prima
pagina del
corriere della sera .
poi se siete tutti d'accordo apro una pagina su
www.archivioimmaginicinema.com
dedicata al dibattito sull'Apollo : potrete
scriverci tutto ciò che volete ok
http://www.archivioimmaginicinema.com/apollo11.htm
Il futuro del gioiello liberty progettato nel ’17, che era
diventato come
Pussycat una sala a luci rosse
Cose mai viste all’Apollo: film etnici e proiezioni notturne
In principio fu il cinema Apollo, gioiello tardo-liberty
progettato nel
1917. Poi venne la stagione del Pussycat, uno degli ultimi «paradisi»
per
appassionati di pellicole a luci rosse. Infine, ed è storia
recente, il
rischio di diventare una sala Bingo. Ma dopo l'acquisto
dell'immobile da
parte del Campidoglio, per il futuro dell'edificio di via
Giolitti si torna
a parlare di cinema. Con un progetto che non è ancora
ufficiale, ma poco ci
manca. I nomi certi per ora sono quelli dell'associazione
culturale Apollo11
e del critico cinematografico Enrico Ghezzi. L'altro nome è
invece quello di
Domenico Procacci, patron della Fandango, editore e
soprattutto produttore
cinematografico che ha apposto la firma in calce a prodotti di
successo come
«L'ultimo bacio». L'idea? Trasformare l'ex cinema porno in
un centro in cui
si alternino film etnici - targati India, Cina, Hong Kong - a
musica,
concerti e festival con ospiti e pellicole introvabili,
passando da
Rossellini e Fellini fino ai noir americani e alle pellicole
western. «Il
progetto è ancora in fase di studio - spiega Ghezzi - ma
l’idea è quella di
proporre film che altrimenti non si vedono mai in pellicola, o
solo a tarda
notte e in tv». La notte, appunto, l'altra ipotesi al vaglio.
«Una
programmazione con orari insoliti: mattina, tre del
pomeriggio, mezzanotte e
oltre» spiega ancora Ghezzi. «Una sala così esiste in molte
città del mondo:
uno schermo dove affiancare prodotti popolari di
cinematografie poco
conosciute e film come Scarface di Hawks o Sentieri Selvaggi
di Ford». Un
progetto che secondo gli animatori dovrebbe incrociare gli
interessi di un
pubblico colto, cosmopolita e studentesco, quello che gravita
nel quartiere
più multietnico della città, l'Esquilino appunto. In tutto
questo il nome di
Procacci corrisponderebbe in pieno al profilo di «imprenditore
illuminato»
che tutti vorrebbero coinvolgere nel progetto che ha
l’avallo del Comune.
«Con Procacci c'è stato un incontro la scorsa settimana e un
altro ce ne
sarà a giorni», conferma Ghezzi. I tempi? Non immediati. «Prima
bisognerà
ristrutturare il locale. Veltroni comunque ci ha confermato
che si aspetta
molto dal progetto», dice Agostino Ferrente, presiedente
dell'Apollo11.
Edoardo Sassi
Cronaca di Roma
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CINEMA
INTERNAZIONALE APOLLO
un laboratorio di cinema e musica.
un progetto per una gestione altrenativa di questo spazio
affinché
possa divenire il primo cinema interculturale in Italia.
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Roma:
Apollo, il cinema per gli immigrati
Postato il Wednesday, 06 March @
10:38:13 CET di redazione |
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Tre milioni di euro per un gioiello del liberty romano:
la giunta comunale ha approvato ieri la delibera per
acquistare il cinema Apollo dell’Esquilino. Che
potrebbe diventare la prima sala multietnica e aperta
alle comunità straniere della città
Tre milioni di euro per un gioiello del liberty romano:
la giunta comunale ha approvato ieri la delibera per
acquistare il cinema Apollo dell’Esquilino. Che
potrebbe diventare la prima sala multietnica e aperta
alle comunità straniere della città. L’Apollo ha
alle spalle una lunga storia: fu aperto nel 1917 come
Piccolo Jovinelli, «fratello minore» del vicinissimo
Ambra, con cui ha condiviso un destino di declino e ora,
di rinascita. Chiuso più volte, trasformato in
tipografia, negli ultimi anni era diventato una sala a
luci rosse. Ma a differenza dell’Ambra Jovinelli, che
dopo la recente ristrutturazione ha salvato poco del
liberty originale, l’Apollo è praticamente rimasto
com’era il giorno dell’inaugurazione: 800 posti, un
soffitto a volta che raggiunge i 16 metri di altezza,
decori e ornamenti dell’epoca. «La delibera sarà fra
breve presentata in consiglio comunale per
l’approvazione definitiva - commenta Claudio Minelli,
assessore al Patrimonio -. Poi passeremo alla seconda
fase, quella della riapertura. Che sarà legata a quella
dei restauri, nel senso che se ne accollerà le spese
chi gestirà la sala. Contando però su un forte sconto
del canone di affitto, per ammortizzare la spesa dei
lavori». I nomi degli eventuali gestori? Per Minelli
parlarne è prematuro: «Siamo aperti a tutte le
ipotesi, intanto vediamo di concludere al più presto le
procedure per l’acquisto». L’Apollo ha rischiato
negli ultimi mesi di subire l’ennesima trasformazione:
sarebbe diventata una sala bingo. Il proprietario aveva
già chiesto le autorizzazioni e avviato i lavori, in
accordo con la Soprintendenza alle belle arti. Se non ci
si fosse messo il Comitato (poi diventato associazione
culturale) Apollo 11: un gruppo di artisti e di abitanti
del quartiere Esquilino, che per mesi si sono battuti
perché il Comune diventasse proprietario della storica
sala. E che vorrebbe gestirne la programmazione: «In
zona non ci sono cinema, a parte il Warner di piazza
della Repubblica, e i locali dove incontrarsi sono pochi
- spiega Agostino Ferrente, regista e tra i promotori
dell’associazione -. L’Apollo era una grande
occasione, non poteva andare sprecata». Fra le proposte
di «Apollo 11» c’è quella di creare un «cinema
della memoria», che potrebbe trasformarsi in una sala
multietnica. Il che significa che nella programmazione
ideata dall’associazione, ai capolavori di Fellini e
Antonioni potrebbero affiancarsi opere provenienti da
Filippine, Cina, Africa, Sudamerica: «Ma non pensiamo
pellicole da festival - aggiunge Ferrente -. Ci
piacerebbe che le varie comunità straniere potessero
vedere i film, magari di evasione, dei loro Paesi.
Naturalmente in lingua originale, magari con i
sottotitoli in italiano. Sarebbe un modo, anche per i più
giovani, per mantenere saldi i legami con la terra
d’origine». E per far quadrare i conti
dell’eventuale gestione, «Apollo 11» ha già preso
contatti con un «esercente illuminato»: «Ci
aiuterebbe nell’amministrazione. È presto per i nomi,
ma sappiamo che è la persona giusta». |
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Prossima
Fermata : ESQUILINO CITTA'
un
Festival itinerante di intersezioni artistiche e sociali
tra le comunità dell'Esquilino.
Percorso triennale di recupero urbanistico e culturale
perché il rione rinasca come zona di frontiera,
di scambio, di incontro e di confronto.
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