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comitato per il centenario della nascita di Alessandro Blasetti Il sito che stiamo costruendo diverrà uno spazio ampio e dettagliato dedicato interamente alla vita ed alle immagini di Alessandro Blasetti , nasce dal lavoro del cd Alessandro Blasetti "un primo incontro a cura di grazia sette e è aperto al contributo di amici ed appassionati di Blasetti del cinema italiano.Sarà un lavoro in divenire incentrato sui contenuti e la qualità .Da Alessandro Blasetti partiremo per ricostruire la memoria del nostro cinema migliore . 1900-1922 È iniziato il secolo e il 3 luglio, nel cuore di Roma in Via di Ripetta al n° 11 nasce Alessandro Blasetti, da Giulio Cesare Blasetti e Augusta Lulani. Il 7 gennaio del 1902 nasce il secondogenito Giorgio al quale Alessandro sarà molto legato. Come in seguito scriverà di sé: “Mio padre era professore di oboe e corno inglese, suonava ed insegnava alla Regia Accademia di Santa Cecilia. Mio nonno (Giuseppe) era scultore (è sua la statua del «Silenzio» all’ingresso del nostro Verano). (Il cimitero monumentale di Roma) Mia madre discendeva da una antica famiglia della cosiddetta borghesia nera romana, avvocati della Curia, di padre in figlio Ho compiuto i miei studi inferiori al collegio Rosi di Spello, tenuto da sacerdoti somaschi, religiosi di una estrema semplicità e di bontà paterna… Mio fratello Giorgio fu con me in questo primo periodo di studi. Poi, per il liceo, io passai al Collegio Militare di Roma; lui all’Accademia Navale di Livorno e la vita così ci separò prestissimo, concedendomi rari e brevi incontri con lui finché l’ultima guerra me lo tolse, valoroso ufficiale di marina, il 19 aprile del 1943. Gli studi universitari li ho compiuti a Roma, alla Sapienza.
Mi
sposai nel 1923, mi laureai nel 1924, in legge, alla facoltà scelta per
secondare i desideri della tradizione materna. Ma per sposarmi appena
congedato mi ero impiegato in banca e la laurea doveva servirmi ben poco.
Infatti la mia vera vita di lavoro la sentii nascere quando entrai nel
quotidiano «L’Impero»…”.
Così stringato, concreto ed essenziale, caratteristiche proprie del suo modo
di essere Alessandro Blasetti parla di se stesso nel 1952 sulla rivista
«Cinema». Il suo amore per lo spettacolo in genere si manifesta sin dalla prima adolescenza, come egli stesso racconta cominciò a interessarsi vivamente al cinema attorno ai dieci anni assistendo “alle proiezioni che ci facevano in collegio i Padri Somaschi”
“Mi affascinavano perfino i primi documentari di Luca Comerio. Immaginarsi, a quell’età, il Quo Vadis? di Guazzoni. E poi in seguito le prodigiose immagini di Cabiria di Pastrone. Ghione mi elettrizzò quando già avevo diciassette anni. Quello che mi decise al cinema fu però Intolerance di Griffith. E non soltanto per la sua potenza spettacolare. Ma per aver fatto della storia viva vista come vita uguale e parallela a quella di oggi. Purtroppo, e me ne vergogno, non ho mai visto né Assunta Spina né Sperduti nel buio”. Quando il padre è in viaggio per le sue tournée, e la madre lo segue, Alessandro Blasetti è ospite degli zii Collatino e Cornelia Blasetti i quali si dedicano affettuosamente alla sua formazione. Nel 1917 si arruola volontario come ufficiale di complemento durante la prima guerra mondiale nel XIII reggimento di artiglieria da campagna.
Nel 1918 Blasetti scrive commedie che inscena e interpreta lui stesso, durante le festività e le ricorrenze familiari. Ma i suoi interessi sono diversi, rivolti in particolare al cinema; frequenta assiduamente i teatri di posa e nel 1919 lavora come comparsa per Caramba (Luigi Sapelli) nel dramma storico I Borgia, e nei film di Lucio D’Ambra e Mario Caserini.Nel 1920, appena congedato, si impiega presso la Banca Commerciale Triestina, non avendo nessuna intenzione di seguire la tradizione familiare che lo vorrebbe avvocato. Nello stesso anno, poiché le sue prime esperienze cinematografiche come attore non hanno seguito, frequenta l’Università La Sapienza di Roma e il 18 maggio mette in scena, presso il Teatro dell’Associazione Cattolica, due suoi primi atti Il primo d’aprile e L’impronta del bacio.
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