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manifesti e locandine , fotobuste e  foto di scena, libri e tutto il  materiale iconografico   originale di cinema fotografie  rare

 

"contro il fascismo di ieri e di oggi ora e sempre resistenza!!!!! "

scritto sul libro all'ingresso delle Fosse Ardeatine nel 1972 da mio zio Bruno Agostini comandante partigiano in Toscana delle Brigate Garibaldi in toscana detto il maresciallo

cinema e resistenza 

a SARTRE a   ROMA

2 - 18 maggio 2002

MORTI SENZA SEPOLTURA PORTE CHIUSE dittico

prima presentazione nazionale

 

 

link su cinema e resistenza

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il    cinema    sulla    resistenza

a SARTRE A ROMA

2 - 18 maggio 2002

MORTI SENZA SEPOLTURA PORTE CHIUSE dittico

prima presentazione nazionale

progetto di teatro ed iniziative collaterali

AUDITORIUM DI MECENATE MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE DI VIA TASSO CASINO DI VILLA MASSIMO FORTE BRAVETTA

PRESENTAZIONE

Il progetto consiste nella presentazione della messinscena in forma di dittico di due testi esemplari di Jean-Paul Sartre, che affrontano il tema della morte e della memoria.

Ciò che accomuna le due messinscene, che verranno proposte in maniera autonoma ma consequenziale, è la dimensione “laboratoriale” e “povera” di una ricerca teatrale basata sulla forte vicinanza tra gli attori e un numero limitato di spettatori.

“Morts sans sepolture” rivela l’impossibile dialettica tra torturatori e torturati costretti a sopravvivere e, poi, a morire, prigionieri, ma liberi per l’unico, ossessivo vincolo, la scelta individuale, l’impegno per la libertà, che tronca il limite razionale dell’essere, e trasforma l’uomo del giorno in creatura scomposta e disorientata dal mostro quotidiano: la perdita, il rifiuto di noi stessi, il nostro trascinarci come carcasse, cadaveri eterni in ogni momento della vita: una ricerca, nella pratica d’attore, della creazione di un teatro di situazione, al di là della forza ideologica del riproporre oggi i contenuti dell’impegno politico e il tema della Resistenza nella Seconda Guerra Mondiale.

Speculare, perché sempre teatro di situazione dove l’uomo è “chiuso in una stanza”, non più prigione ma metafora dell’inferno, è la messinscena di “Huis Clos” testo-cardine della cultura del Novecento, quasi episodio finale del teatro borghese e della cultura che lo ha generato: ed è l’esposizione di una situazione limite, oltre il realismo ma senza l’astrazione assoluta della metafora, la sfida di riproporre un teatro da palcoscenico che eluda la dimensione pseudo-logica del racconto alla ricerca di una “credibilità” nuova. “(...) Niente più caratteri : gli eroi sono altrettante libertà prese in trappola, come tutti noi. Quali sono le vie d’uscita ? Ogni personaggio non sarà che la scelta di una via d’uscita e varrà la via d’uscita scelta (...) La via d’uscita s’inventa. E ciascuno, inventando la propria, inventa se stesso. L’uomo è da inventare giorno per giorno“ (da “Che cos’è la letteratura ?”)

La scelta è “esemplare” perché consente di affrontare i temi fondanti della libertà e della responsabilità proponendone una traduzione scenica specifica e pertinente.

“Morti senza sepoltura” e “Porte chiuse”, già affrontati in sede laboratoriale in una prima fase del progetto, realizzata a Roma in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune e con il Dipartimento di Filosofia dell’Università “Roma Tre”, sono stati successivamente rappresentati con successo, in una forma scenica più sviluppata, al Teatro India di Roma nell’ambito di una manifestazione dedicata a Sartre (26,27,28 ottobre 200l) promossa dall’ Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e dal Teatro di Roma. Entrambi i testi non hanno avuto una prima nazionale in forma di dittico. In un contesto nazionale che ci porterà a proporre la manifestazione a Napoli, Sant’Anna di Stazzema ed altri luoghi, vorremmo individuare una manifestazione centrale a Roma, dove questo progetto è nato con il sostegno e il patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, dei municipi e delle istituzioni ed associazioni coinvolti.

JEAN-PAUL SARTRE A ROMA (dal 2 al 18 maggio 2002) vuole portare le rappresentazioni del dittico in luoghi importanti tra i quali IL MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE DI VIA TASSO e FORTE BRAVETTA e mira al coinvolgimento di luoghi e realtà particolarmente significativi.

Alle rappresentazioni verranno affiancati una serie di incontri su Jean-Paul Sartre e i temi dell’impegno dell’intellettuale e della resistenza in collaborazione con il Gruppo di Studi Sartriani di Roma e con la partecipazioni di illustri personalità della cultura italiana. Saranno inoltre realizzate due esposizioni iconografiche e fotografiche con cicli di videoproiezioni su JEAN PAUL SARTRE E L’ITALIA e sulla RESISTENZA NEL CINEMA ITALIANO in collaborazione con l’Archivio Immagini Cinema di Roma. La manifestazione è pensata ad ingresso libero con la condizione, per gli spettacoli teatrali, del numero limitato di spettatori, per cui verrà realizzato un sistema di prenotazione.

L’associazione Ombra intende realizzare questo progetto in collaborazione con il Gruppo si Studi Sartriani di Roma, Archivio immagini Cinema, la Casa dei Diritti Sociali, l’associazione Esquilino Domani.

 

 

http://www.archivioimmaginicinema.com/  

 

LA RESISTENZA NEL CINEMA ITALIANO

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Filmografia sulla resistenza italiana al nazifascismo

Anni '40 Roma città aperta -Roberto Rossellini - 1945 Giorni di Gloria - Mario Serandrei - Docum. autori vari - 1945 Due lettere anonime - Mario Camerini - 1945 Paisà - Roberto Rossellini - 1946 Il sole sorge ancora - Aldo Vergano - 1946 Un giorno nella vita - Alessandro Blasetti - 1946 La nostra guerra - Alberto Lattuada - Docum. - 1946 Pian delle Stelle - Giorgio Ferroni - 1946 O' sole mio - Giacomo Gentilomo - 1946 Avanti a lui tremava tutta Roma - Carmine Gallone - 1947 Il corriere di ferro - Francesco Zavatta - 1947 Vivere in pace - Luigi Zampa - 1947 Gli uomini sono nemici - Henri Calef-Ettore Giannini - 1948 Un piccolo esercito nelle Langhe - F. Lulli - 1949

Anni '50

Achtung! Banditi - Carlo Lizzani - 1951 Penne nere - Oreste Biancoli - 1952 Cento anni d'amore ( episodio Gli ultimi dieci minuti - Lionello De Felice ) - 1954 Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana - F. Fornari - Docum. - 1953 San Miniato, luglio '44 - V. Orsini - Paolo ed Emilio Taviani - Docum. - 1954 Gli sbandati - Francesco Maselli - 1955 I sette contadini - Elio Petri - Docum. - 1958 Il generale Della Rovere - Roberto Rossellini - 1959

Anni '60

Il carro armato dell'8 settembre - Gianni Puccini - 1960 Era notte a Roma - Roberto Rossellini - 1960 Il gobbo - Carlo Lizzani - 1960 la lunga notte del '43 - Florestano Vancini - 1960 16 ottobre 1943 - Ansano Giannarellli - Docum. - 1960 Tutti a casa - Luigi Comencini - 1960 Via Tasso - Luigi Di Gianni - Docum. - 1960 Il volto della guerra - Libero Bizzarri - Docum. - 1960 Dieci italiani per un tedesco - F.W. Ratti - 1961 I due marescialli - Sergio Corbucci - 1961 Un giorno da leoni - Nanni Loy - 1961 La guerra continua - Leopoldo Savona - 1961 Legge di guerra - Bruno Paolinelli - 1961 La "menzogna" di Marzabotto - Carlo Di Carlo - Docum. - 1961 L'oro di Roma - Carlo Lizzani - 1961 Tiro al piccione - Giuliano Montaldo - 1961 Una vita difficile - Dino Risi - 1961 All'armi siam fascisti! - Del Frà-Mangini-Miccichè - 1962 Le quattro giornate di Napoli - Nanni Loy - 1962 La mano sul fucile - Luigi Turolla - 1963 La ragazza di Bube - Luigi Comencini - 1963 Il terrorista - Gianfranco De Bosio - 1963 La buona stagione - Renzo Renzi - Docum. - 1965 La donna nella Resistenza - Liliana Cavani - Docum. - 1965 L'età del ferro (4a parte) - Roberto Rossellini - 1965 Fossoli - Carlo Di Carlo - Docum. - 1965 Le stagioni del nostro amore - Florestano Vancini - 1965 La strada più lunga - Nelo Risi - 1965 Andremo in città - Nelo Risi - 1965 Una questione privata - Giorgio Trentin - 1967 I sette fratelli Cervi - Gianni Puccini - 1968

Anni '70

Corbari - Valentino Orsini - 1970 Vidali, una lezione di antifascismo - Franco Giraldi - Docum. - 1971 La giornata del partigiano - A.A.V.V. - Docum. - 1972 Rappresaglia - George Pan Cosmatos - 1973 Il 1943 - Ansano Giannarelli - Docum. - 1973 Anno Uno - Roberto Rossellini - 1974 C'eravamo tanto amati - Ettore Scola - 1974 Mussolini ultimo atto - Carlo Lizzani - 1974 Libera amore mio - Mauro Bolognini - 1975 Salvo d'Acquisto - Romolo Guerrieri - 1975 L'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale - G.V. Baldi - 1975 L'Agnese va a morire - Giuliano Montaldo - 1976 Novecento - Atto II - Bernardo Bertolucci - 1976

Anni '80

Uomini e no - Valentino Orsini - 1980 La disubbidienza - Aldo Lado - 1981 Piazza Loreto - Damiano Damiani - Docum. - 1981 Le prime bande - Paolo Gobetti - 1981 La notte di San Lorenzo - Paolo ed Emilio Taviani - 1982 Notti e nebbie - Marco Tullio Giordana - 1984 Assisi Underground - Alexander Ramati - 1984

Anni '90

Il caso martello - Guido Chiesa - 1991 Nemici d'infanzia - Luigi Magni - 1995

Duemila

Il partigiano Johnny - Guido Chiesa - 2000 I nostri anni - Domenico Galianone - 2001

da Roma città aperta al Partigiano Jonny

LA RESISTENZA NEL CINEMA ITALIANO manifesti e fotografie originali del cinema italiano e non solo come testimonianza e memoria della Resistenza (da Roma città aperta al Partigiano Jhonny) un ciclo di sette videoproiezioni di films più o meno conosciuti sulla Resistenza (da Roma Città Aperta al Partigiano Jhonny)titoli in corso di definizione IL CINEMA La produzione di film sulla Resistenza, che si inserisce nel clima del neorealismo, è sterminata e si divide nelle seguenti categorie: Documentari Giorni di gloria regia di G. De Sanctis Film Roma città aperta e Paisà regia di R. Rossellini, Un giorno nella vita regia di A. Blasetti, Il sole sorge ancora regia di A. Vergano (prodotto dall'ANPI), Tutti a casa regia di L. Comencini, La notte di San Lorenzo regia dei fratelli Taviani Trasposizione cinematografica di romanzi La ragazza di Bube regia di L. Comencini, L'Agnese va a morire regia di G. Montaldo, Uomini e no, libera versione del romanzo di Vittorini, regia di Orsini. C'è poi un'ulteriore suddivisione non di genere, ma cronologica: l'immediato dopoguerra dove si collocano le opere di Rossellini, di Blasetti e De Sanctis; gli anni Sessanta quando compaiono i film di Comencini; gli anni Settanta-Ottanta che propongo l'ultima stagione dei film resistenziali con i lavori di Montaldo e Orsini. Si potrebbe proporre la visione di tre pellicole: un documentario, un film, la trasposizione cinematografia di un romanzo. Per esempio: Giorni di gloria (1945) Giorni di gloria presenta, attraverso una trasposizione cronachistica dei fatti, la rievocazione dell'oppressione nazifascista dal settembre 1943 alla Liberazione del Nord e nonostante la parte dedicata alle azioni dei partigiani sia piuttosto debole, è comunque un documento in presa diretta. Roma città aperta (1945) Roma città aperta, oltre alle magistrali interpretazioni di Anna Magnani e Aldo Fabrizi, ha il pregio di proporre un'interpretazione della Resistenza, mentre il fenomeno è ancora in corso, diventando quindi vera e propria testimonianza. La storia è quella di un prete che aiuta un partigiano trovandogli rifugio nella casa di un operaio: l'operaio sarà catturato dai tedeschi, la sua donna sarà uccisa mentre tenta di rincorrere il camion che lo porta verso una fine atroce fatta di torture; il prete naturalmente sarà fucilato. L'Agnese va a morire (1963) L'Agnese va a morire, pellicola che si ispira alla poetica del Neorealismo, cercando però di aggiornare i contenuti del romanzo della Viganò con una sfumatura di femminismo più consapevole. Il film di Montaldo mostra, fra gli interpreti, una splendida Ingrid Thulin nella parte dell'Agnese e l'italiano Massimo Girotti nella parte di Palita. (Le immagini sono tratte da B. Bonino, Il cinema racconta la Resistenza, Torino, Paravia, 1979) La visione dei film dovrà essere guidata in modo da insegnare agli studenti a cogliere le peculiarità di quella che Pierre Sorlin chiama la messa in forma (Cfr. Storia e cinema: tra immagini e realtà in AA.VV. La cinepresa e la storia, Edizioni scolastiche Bruno Mondadori, 1985). Partendo dal presupposto che qualsiasi riproduzione prevede il ricorso ad uno strumento legato a precisi obblighi tecnici e sintattici, per esempio la lingua manca di simultaneità e quindi deve ricorrere alla successione, resa attraverso gli avverbi, mentre il cinema difetta di causalità e deve supplire al problema con la lingua, sarà compito dell'insegnante guidare l'interpretazione del film scelto, fornendo ai ragazzi le minime informazioni necessarie per evidenziare come lavora la macchina cinematografica. L'analisi sarà svolta, naturalmente, in modo semplice ma esaustivo. Si inizierà dallo studio della realtà filmata per capire come viene trasposta la realtà dei fatti. Quindi sarà opportuno spiegare che un film è frutto di un lavoro di squadra fra regista, tecnici, attori, produttori e distributori; per continuare con un accenno al modo di raccontare, che implica uno sguardo all'organizzazione delle immagini; per concludere con una valutazione ideologia del messaggio veicolato dal film.

parole e immagini della Resistenza italiana [ Home ] [ Su ] IL CINEMA, LA RESISTENZA E LA RESISTENZA DEL CINEMA dI Walter Veltroni Il rapporto fra il cinema italiano e la resistenza è sempre stato forte e profondo; robusto al punto che,per un lungo periodo, in una parte pubblico l’idea di questo tipo di film ha coinciso con quella del neorealismo. Quest’ identificazione, tutt’altro che priva di significati , anche profondi, ha alle origini motivi ricollegabili sia alla sorte del paese, sia ad alcuni grandi film realizzati nell’immediato dopoguerra. Infatti, in nessun’altra nazione europea ad eccezione della ex-Iugoslavia,la lotta armata antifascista ha assunto un respiro e ha stabilito radici popolari così profonde quanto in Italia. Non in Germania ove il fenomeno resistenziale è stato un fatto d’èlite, non in Francia ove seppur su scala molto ampia ha conservato sempre un carattere militar- patriottico, non nei paesi del Centro Europa ove vari elementi della propraganda nazifascista, prima fra tutti l’antisemitismo, trovarono terreno fecondo anche in parte dai ceti popolari.Tutto questo ha fortemente influenzato sia gli autori sia una parte del pubblico, quantitativamente minoritaria, ma qualitativamente determinante per la formazione della cultura complessiva del paese.Del resto le condizioni materiali d’Italia di quegli anni, con le ferite della guerra ancora aperte, facilitarono l’identificazione fra cinema resistenziale e realtà quotidiana. Questo spiega come alcune delle opere che hanno fatto grande quella stagione del nostro cinema, siano diventate, con il passare del tempo, veri e propri documenti sociali e politici. Ciò è vero per testi di grande respiro, primo fra tutti “Roma città aperta” (1945) di Roberto Rossellini, ma anche film abitualmente meno citati come “O sole mio”(1645) di Giacomo Gentilomo, “Il sole sorge ancora” (1946) di Aldo Vergano, “Achtung! Banditi”(1951) di Carlo Lizzani e molti altri, forse artisticamente non del tutto riusciti, ma significativi di un settore comune che per lungo tempo fu tutt’uno col fare cinema. Dopo questa prima fase ci fu, a partire dall’offensiva andreottiana tesa a far sì che “i panni sporchi” fossero lavati in famiglia, un lungo periodo di silenzio durato sino alla svolta degli anni sessanta. In quel momento,ancora una volta in sintonia con gli umori che si agitavano nel paese, il cinema italiano riscopre la Resistenza.Il fatto avviene in significativa coincidenza con la sollevazione popolare che accompagna il tentativo - allora abortito! - di rimettere in gioco i neofascisti del MSI facendoli partecipare come puntello determinante al Governo Tambroni; E’ un “secondo tempo” che segna un approccio più dialettico ai fatti. Cadono i toni meccanicamente esaltativi e roboanti e lo sguardo dei registi si addentra in osservazioni più sfaccettate, in analisi meno schematiche. Nascono film come il “Il Generale Della Rovere”(1959) di Roberto Rossellini non a caso tratto da un racconto di Indro Montanelli, che ha al centro Giovanni Bertone un imbroglione e un profittatore di guerra che, davanti alla brutalita’ nazista ritrova una sussulto di dignità e di umana grandezza. Simile la prospettiva che sarà adottata da altri registi come Dino Risi (”Una vita difficile”, 1961), Nanni Loy (Un giorno da leoni”, 1961), Giuliano Montaldo (“Tiro al piccione”, 1961), Luciano Salce (“Il federale”, 1961), Gianfranco De Bosio (“Il terrorista”, 1963). Vanno ricordati in modo particolare, i lavori di Giuliano Montaldo e Luciano Salce che, per primi, ebbero il coraggio di guardare oltre la barricata, portare in primo piano coloro che avevano aderito alla Repubblica di Salò per sbandamento o imbecillità. Fra queste opere un posto particolare lo occupa “La ragazza di Bube” diretto nel 1963 da Luigi Comencini sulla falsariga dell’omonimo romanzo di Carlo Cassola. All’epoca il film fu duramente attaccato dalla critica militante scottata dalla “delusione di Cassola” e il “qualunquismo di Comencini”. Rivista oggi, quest’opera è di tutt’altro spessore e lo smarrimento che trascina Bube dalla lotta partigiana al crimine in tempo di pace, appare il segno di uno sbandamento generazionale che va ben oltre il puro dato sociale o politico. L’ex- partigiano appare il naufrago di una stagione dominata dalla violenza e che non sa adattarsi al ritorno alla ragione. Perciò bene ha fatto Bruno Rinaldi a dedicare una delle sue acqueforti a quest’opera quasi dimenticata e, in quegli anni, oggetto di discussioni e furiosi attacchi; e che questa scelta poggi su una solida comprensione del valore di quell’opera lo dimostra proprio lo stile e la qualità del lavoro grafico con il manifesto del film coronato da oggetti diversi, quasi visione di una vetrina o squarcio di una angolo di solaio in cui sono state riposte cose che credevamo inutili e che oggi ci ritornano fra le mani ricche di valore. Vi è, poi, un’altra fase del rapporto fra cinema e Resistenza, un “terzo tempo” che coincide con gli anni più cupi del terrorismo, quanto vengono realizzati alcuni film – non molti in verità, ma di grande interesse – che ruotano attorno al tema della “resistenza tradita” quale causa remota, ma pesante dell’esplodere della violenza brigatista. Titoli come “Uomini contro”(1980) di Valentino Orsini o, pur in un quadro molto particolare, “Maledetti vi amerò”(1980) di Marco Tullio Giordana e “La festa perduta” di Pier Giuseppe Murgia, fanno parte di questo discorso. Se ci guardiamo indietro ci accorgiamo che il rapporto fra cinema e resistenza, assume valore non solo enon tanto in quanto dato storico, ma come nucleo di valori comuni a una generazione o a parte di essa, un identico senso morale, verrebbe da dire parafrasando la definizione data da Roberto Rossellini del neorealismo. Un corone sottile e tenace che qualche volta sembra scomparire perdersi nelle nebbie e nel frastuono dei tempi, per poi riapparire ricco di nuove potenzialità, di altre proposte di sguardo. C’è qualcuno disposto a giurare che fra non molto il “berlusconfinismo” non partorirà una nuova voglia di visite, anche cinematografica, alla Resistenza?

 

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      calamite amoroma dama      a   calamite di Roma

001 SOFIA LOREN SPAGHETTI  e foto 18x24

002 loren mastroianni spaghetti

 e foto 18x24
003 toto spaghetti in bocca  e  FOTO18X24  004 emiliano
dice tutto e foto 18x24 e
calamita
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miniposter 
film rosso affiche di lu tiberi

006 io sto con gli ippopotami

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calamita

007 LO CHIAMAVANO TRINITA CAVALLI foto  18X24  CALAMITA


008 LOREN SCOLAPASTa   009 MAGNANI
CON
GATTO  FOTO 18X24
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ANITONA
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  film blu
affiche di lu tiberi

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ESTER WILIAM VESPA  FOTO 18X24 

 

0012 toto spaghetti in tavola

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0013ekberg caffè
foto 18x24 foto 18x24 e calamita
0014 volonte per un pugno
di dollari
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i complessi dentone
film bianco
affiche di lu tiberi

0016 sordi sul fiume 

0017 amici

miei

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0018 brigitte bardott 0019 troisi in cucina  
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0020 ben hur vespa  foto 18x24
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0021 ben hur sorriso 

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0022 non ci resta che piangere

023 c'era una volta il west foto 18x24 024 c'eravam tanto amati foto 18x24
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925 cabiria    

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charlot in piedi

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continiavano a chiamarlo trinità
028 DELITTO RISTORANTE CINESE 029 LEONE DE NIRO FELLINI CINECITTA 030 DON CAMILLO E PEPPONE
031 GILDA

 


032 TOTO ONOREVOLI IMBUTO
033 GUARDI E LADRI foto 35x50 calamita 034 IL MONELLO
miniposter
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35 il marchese del grillo

036 il padrino 

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calamita

037 il selvaggio

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038 dean 039 IL MINESTRONE

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calamita

040 la banda degli onesti


041 TOTO PEPPINO CAFFE

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042 DOLCE VITA FONTANA TREVI

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043 DOLCE VITA COLORI 044 TOTO LE MOTORIZZATE
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045 vacanze intelligenti
panino
calamita

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VACANZE INTELLIGENTI SPAGHETTI

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047 LOREN E SACERDOTE PIAZZA NAVONA
048 LOREN SPOGLIARELLO
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049 FABRIZZI POLLO foto 18x24
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050 ANNA MAGNANI
051 MARILIN foto 18x24
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052 MASTROIANNI VITTI A TAVOLA 053 LE RAGAZZE DI PIAZZA DI SPAGNA 054 MONICA VITTI CON IL CANE foto 18x24
calamita
055 CLINT EASTWOOD PER UN PUGNO DI DOLLARI
056 ELVIS
IN MOTO
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calamita
057 AMORE MIO AIUTAMI 058 THE BEATLES 060 CAMPO DE FIORI MAGNANI FRUTTI
VENDoLA
059 CAMPO DE FIORI FONTANELLA
061 CHALPIN
E PAULETTE
062 CHAPLIN NEVE 063 CARDINALE COLLANA 064 EDUARDO NAPOLI MILIONaRIA dr jekyll and Mr.hyde
066 JOHN BARRYMORE DR.JEKYLL AND
 MR.HYDE
o67 FEBBRE DA CAVALLO 068 NO SMOKING miniposter
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calamita
069 EASY RIDERfoto 18x24 070 FANTASMA DELL'OPERA
071 SORDI IL VIGILE 073 SOLITI IGNOTI CASSAFORTE foto 18x24 074 SOLITI IGNOTI SI LAVICCHIA 130 chaplin e la fioraia 084 I SOLITI IGNOTI QUATTRO FACCE
076 MALA
FEMMINA VIGILE
078 MALAFEMMINA LETTERA foto 18x24 080 PROCESSIONE DI NUDI foto
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081
PECCATO SIA UNA CANAGLIA COLOSSEO
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calamita
095 sorpasso
085 soliti ignoti fiasco 086 milian e bombolo spaghetti 087 stanlio e onlio autografi foto 18x24 088 stanlio e onlio valigia foto 18x24 106 una vita difficile foto 18x24
090 stanlio
 e o carcerati
090 stanlio e onlio panchina 092 troisi benigni non ci resta 094 spaghetti napoli  200
albertone
spaghetti e latte foto 18x24
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096 via col vento 097 vota antonio la trippa toto 098 gassman vespafoto 18x24
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099 albertone spaghetti
in bocca
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100 albertone  spaghetti
102 toto truffa foto 18x24
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103 loren spaghetti foto 18x24 104 loren terrazzofoto 18x24
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105 squadra antitruffa 117 mastroianni
107 toto pinocchio a colori TOTO' Pinocchio2 108 giulietta masina gelsomina foto 18x24 109 toto mangia pollo        

immagini disponibili in formato fotografie  di cinema 18x24

116 dean e andress

110 STANLIO ONLIO IN CUCINA 118 pasolini sul set 127 marylin gelato    
                   

 

119 marina berti

111 TOTO CAFFE     



120 claudia cardinale 128 gina lollobrigida spaghetti 130 brando magnani

 

121 sergio leone a cavallo
 


122 aldo fabrizi a tavola


123 gasman e gina lollobrigida  spaghetti 129 anitona sedia fontana trevi 132 brando un tram chiamato desiderio

 

126  sordi cardinale emigrato


125 toto  scolaverdure
124 toto mangia spaghetti 131 a quacuno piace caldo    
133 toto magnani risate di gioia


134  toto petrolini
135  sean connery 136 marylin 137  dusti hofman
141 greta garbo

 


142 mamma roma

143 godard bardot 144 hitchcock gli uccelli  

138 riso amaro


139 conte tacchia

 

140 donna sul ponte nave 145 pasolini vangelo 146 jayne mansfield

147 tognazzi spaghetti

148 toto il coraggio

149  stanlio e onlio briganti 150 loren scolapasta secchio 166 bogard e marylin

155 monica vitti

monica vitti


156 brando il selvaggio

 

157  brando selvaggio appoggiato 158 gasman    

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167 hitchicook gli uccelli        

guardie e ladri

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guardie e ladri


c'era una volta west

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la dolce vita fontana

toto caffettiera

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pausa pranzo

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magnani con gatto

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capannelle

chaplin bastone

chaplin il monello

più calamite x tutti più calamite x tutti

conto corrente