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Archivio immagini cinema Via Giolitti 319 00185 Roma 064464916 3385465301 www.archivioimmaginicinema.com Rassegna aperta Cinema e pittura : il cinema come figlio moderno della pittura Robert Bresson: "Il cinema non deve esprimersi per immagini, ma attraverso rapporti di immagini. Così come un pittore non si esprime per colori ma attraverso rapporti di colore. Cinema e pittura,con
questo evento si intende porre l’attenzione sulla forte presenza dell’immagine
pittorica come componente essenziale della costruzione del film. Dal “Gabinetto
del dottor Caligari”, film dove le scenografie sono dipinte al film “La
nobildonna ed il duca” di E. Rohmer , che si regge su una sottile dialettica
tra immagini cinematografiche tradizionali ed immagini virtuali.
Nel 1952, il critico Ragghianti, riprendendo una ricerca cominciata negli Anni Trenta, rivendica il diritto di inscrivere il cinema tra le arti figurative e di farne "una prosecuzione della pittura". Per Lean Luc Godard "Lumiere potrebbe essere considerato non solo il primo cineasta ma anche l'ultimo pittore impressionista". Come introduzione all'intervista che seguirà ad Ernesto Tatafiore, proporrò una serie di classificazioni che ci guideranno all'interno di un viaggio dei possibili rapporti tra cinema e pittura. 1. L'effetto quadro Scene di un film che riproducono fedelmente dei dipinti famosi. Il "Cristo morto" di Mantegna in "Mamma Roma "(1962) o a quelle della pittura manierista di Pontormo o di Rosso Fiorentino ne "La Ricotta " (1963) o Pellizza da Volpedo in "Novecento" di Bernardo Bertolucci (1975). Assai più sottile è la funzione metaforica della scena di martirio che si vede in un quadro appeso alla parete della stanza del protagonista di " The Lodger " di Hitchcock (1926). La stessa posizione del corpo martirizzato (San Sebastiano) verrà assunta da Ivor Novello quando con le manette ai polsi rimane impigliato nella cuspide di una cancellata.
2. Film Storici Fonti pittoriche uno degli espedienti più comuni per restituire il clima di un'epoca. "Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova veneziano" di Luigi Comencini (1969) "Il Casanova" di Federico Fellini (1969) "Barry Lindon" di Stanley Kubrick (1975) "La regina Margot" di Patrick Chereau (1994)
3. Film sulla biografia dei pittori Jean Michelle Basquiat : " Basquiat " di Julian Schnabel (1996) Crhrysty Brown : "Il mio piede sinistro " di Jim Sheridan (1989) Caravaggio : "Caravaggio" di Goffredo Alessandrini (1941) "Caravaggio" di Derek Jarman (1986) El Greco : "El Greco" di Luciano Salce (1966) Paul Gaugin : "La luna e i sei soldi" di Albert Lewin (1942) "La vita di Gaugin" di Henning Carlsen (1987) Artemisia Gentileschi : "Artemisia" di Agnes Merlet (1998) Michelangelo : "Il tormento e l'estasi " di Carol Reed (1965) Amedeo Modigliani : "Montparnasse" di Jacques Becker (1958) Pablo Picasso : "Surviving Picasso" di James Ivory (1996) Rembrandt : "L'arte e gli amori di Rembrandt " di Alexander Korda (1936) Salvator Rosa : "Un'avventura di Salvator Rosa" di Alessandro Blasetti (1940) Andrej Rublev : "Andrej Rublev" di Andrej Tarkovski (1966) Van Gogh : "Brama di vivere" di Vincente Minnelli (1956) " Vincent e Theo " di Robert Altman (1990) " Van Gogh " di Marcel Pialat (1991) Andy Warhol: "Ho sparato ad Andy Warhol " di Mary Harron (1997)
4. Il colore come protagonista "Deserto rosso" di Michelangelo Antonioni (1964) "I Misteri del giardino di Compton House" di Peter Greenway (1982) "Lo zoo di Venere" di Peter Greenway (1985) "Blue" di Derek Jarman (1993) "Baby of Macon" di Peter Greenway (1993) "Tre colori - Film blu" di Krysztof Kieslowsky (1993) "Tre colori -Film rosso" di Krysztof Kieslowsky (1994) "Tre colori- Film bianco" di Krysztof Kieslowsky (1994)
5. La pittura come ipertesto "Io ti salverò" di Alfred Hitchcock (1945) "Ultimo tango a Parigi" di Bernardo Bertolucci (1972) "La Merlettaia" di Claude Goretta (1972) "The Moderns" di Alan Rudolph (1988) "Lezione di vero" di Martin Scorsese da "New York Stories" (1989) "Sogni" di Akira Kurosawa (1990) "I racconti del cuscino" di Peter Greenway (1996) "La sindrome di Stendhal" di Dario Argento (1996) "Hana- Bi" di Takeshi Kitano - Giappone (1997)
6. Il pitto- film Francois Jost in riferimento al cinema agli albori sottolinea gli effetti della scenografia dipinta e dei "fondali " che dovevano amalgamarsi bene con quelli della ripresa " dal vero". 7. Film sulla rappresentazione pittorica "La bella scontrosa" di Jacques Rivette (1991) "F come falso" di Orson Welles (1975) "Passion" di Jean Luc Godard (1982) 8. Il cinema e le avanguardie artistiche a) Futurismo e Dada Con il termine di " cinema d'avanguardia" si definisce le esperienze di quei cineasti che si sono collocati con i loro film in una posizione di antagonismo rispetto al cinema commerciale, di intrattenimento In questo caso il centro d'interesse è il cinema, è il cinema "d'artista". In "Entr'acte" , ad esempio, film del 1924 di Picabia e Clair, compaiono come attori Man Ray, Marchel Duchamp e il musicista Eric Satie. b) L'espressionismo tedesco L'espressionismo storico, pittorico, nasce e muore in Germania tra il 1905 e il 1920. E' un cinema che cerca di evolversi in pittura, con una volontà di annullare gli effetti realistici della fotografia a vantaggio dell'espressività. Si muove nei territori dell'incubo e dell'angoscia, pronti a destabilizzare la normale percezione delle cose e lotta contro "la decalcomania borghese e il suo intento meschino di fotografare la realtà". Tra le pellicole più significative prodotte in quegli anni vanno citate "Il gabinetto del dottor Caligari (1919) di Robert Wiene, "Nosferatu" (1921) di Murneau, "I misteri di un anima" (1925) di George Wihleim Pabst, "Metropolis" (1926) di Fritz Lang. c) I Surrealisti Movimento che ha avuto un ruolo fondamentale nel suggerire o ispirare le più libere e radicali sperimentazioni in campo cinematografico. Spesso queste sono avvenute ai margini o al di fuori del movimento; tale è il caso di " Le ballet mecanique (1924) del pittore Leger o del film del poeta J. Cocteau " Le sang d'un poete " (1930). Tuttavia i film in cui troviamo la più esaustiva realizzazione del verbo surrealista, sono : "Un chien andalou" (1928) realizzato in collaborazione con Salvator Dalì e "L'age d'or " (1930) di L. Bunuel. Partendo dall'ipotesi che la realtà è imprevedibile e inconoscibile, a volte del tutto illogica, assurda e sottostà ad una legge che è sconosciuta agli uomini, in questi film troviamo un uso del montaggio e una tecnica di costruzione delle sequenze che costituiscono l'equivalente filmico della " scrittura automatica" sperimentata dai poeti surrealisti: il libero accostamento, secondo i percorsi suggeriti dall'inconscio e senza controllo logico-razionale, di immagini prese dai più diversi contesti. In apparenza senza alcuna logica, però legati per libera associazione o bruschi contrastri, con il deliberato proposito di colpire lo spettatore e di aprire un nuovo tipo di percezione estetica. Il celebre prologo di "Un chien andalou", in cui vediamo la lama di un rasoio che squarcia l'occhio di una donna può essere assunto come il manifesto programmatico dell'incontro tra surrealismo e cinema. d) La Pop Art I casi più noti sono i film di Andy Warhol basati sulla serialità e sulla moltiplicazione di poche immagini selezionate in base alla loro pregnanza, anche se spesso possono sembrare, nella loro banalità casuali. Vengono ripresi oggetti della quotidianità; un uomo che dorme ripreso per sei ore in "Sleep"(1964) o dell'immaginario urbano; in "Empire" (1965) l'Empire State Building. 9. Conclusione Come concludere questa mia passeggiata attraverso i colori se non con una citazione di uno dei più grandi maestri del cinema? Come affermava Robert Bresson: "Il cinema non deve esprimersi per immagini, ma attraverso rapporti di immagini. Così come un pittore non si esprime per colori ma attraverso rapporti di colore.
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