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SINOSSI Definire Kill Bill Vol. 2 un film "sulle relazioni" sarebbe un po' esagerato. Tuttavia, a tratti potrebbe sembrare proprio così, soprattutto se paragonato al Volume 1 che era tutto azione dall'inizio alla fine. Entrambi i film sono comunque, come ha dichiarato Carradine, "storie d'amore, spaghetti western, film di samurai e kung fu". L'attore ha inoltre dichiarato in una recente intervista che: "Il secondo episodio è più tipicamente 'Tarantino', c'è quello a cui lui ci ha abituato: personaggi strambi, sorprese e trovate divertenti". In Kill Bill Vol.1, l'attore David Carradine , pur essendo il personaggio che dà il titolo al film, non è stato altro che una sinistra presenza dietro le quinte, una voce baritonale, seducente e familiare cui faceva da sottofondo la colonna sonora. In Kill Bill Vol.2 però, sarà proprio lui, insieme a Uma Thurman, a dominare la scena, stando a quanto affermato da Quentin Tarantino. "Quando dico che il titolo del film è Kill Bill e che io interpreto il ruolo di Bill" dice Carradine, "la gente mi chiede se sono il cattivo; allora mi vedo costretto a rispondere che non ci sono buoni nei film di Tarantino, trattano solo di cattivi". L'essenza dei film di Tarantino è che ci permettono di fare un viaggio all'interno della mente e del cuore di individui violenti; è questo il motivo per il quale andiamo a vedere i suoi film, per esplorare la psiche di questi personaggi e capire cos'è che li spinge ad agire. E' possibile rintracciare in Bill una certa nobiltà, sebbene ci si renda conto che si tratta dell'individuo più malvagio che si sia mai incontrato. "Bill è divertentissimo" ha dichiarato Carradine, "praticamente non ha alcun tipo di problema 'umano', lui si pone al di sopra di tutto". Nel primo episodio, veniamo a sapere che Bill, mediatore di killer a pagamento, aveva messo insieme un gruppo di spietati assassini, noto con il nome di DiVAS (squadra assassina delle vipere mortali). Ognuno di questi dotati assassini aveva, come nome in codice, quello di un serpente velenoso: Oren Ishii (Lucy Liu) era Mocassino Acquatico, Elle Driver (Darril Hannah) era California Mountain Snake, Vernita Green (Vivica A. Fox) era Mocassino, e Budd (Michael Madsen), fratello minore di Bill nonché unico altro uomo del gruppo, era conosciuto come Sidewinder. La letale Balck Mamba, interpretata da Uma Thurman, che è la più talentuosa di tutti, era anche l'amante di Bill e si chiama fuori dal gruppo nel momento in cui scopre di essere incinta di quest'ultimo. L'evento le fa cambiare completamente la visione del mondo, non vuole più uccidere o mettere a repentaglio la sua vita. Quindi cambia nome, si nasconde in una piccola cittadina, e si trova un uomo stabile e gentile che la sposi. Bill però non ha nessuna intenzione di lasciare le cose come stanno. Abbiamo avuto modo di dare un'occhiata alle conseguenze del devastante attacco di Bill e della sua banda alla piccola chiesa di campagna dove massacrarono tutti i presenti. Nel volume 2, per la prima volta, ci viene dato un accurato resoconto della preparazione del massacro che da il via a questo film epico in due puntate. Dopo aver schivato gli attacchi del fratello di Bill, Budd, e della sua principale rivale all'interno della squadra assassina, Elle Driver, La Sposa segue la sua ultima preda nel suo covo in Messico.
"Se si mettono insieme i due episodi si ha davvero un film epico, qualcosa di grandioso: è sempre il mondo di Tarantino ma su grande scala", ha dichiarato Carradine. Il rapporto centrale della storia, quello tra cacciatore e preda, che Carradine descrive semplicemente come una storia d'amore, ha una delle più forti esemplificazione nella ingannevolmente tranquilla scena introduttiva di Kill Bill 2: "Mi presento durante le prove del suo matrimonio, in Texas" dice l'attore, "fuori sul portico, suonando il mio flauto. Il suono dello strumento fa capire che sto per apparire sulla scena. Infatti, lei lo sente, esce fuori e tra noi c'è un ricongiungimento molto romantico che è al tempo stesso un addio. E' una scena strepitosa. La troupe è rimasta senza fiato vedendola. Quentin mi ha detto che secondo lui è la mia scena migliore all'interno del film, e io gli ho risposto che per me è la scena migliore di tutta la mia carriera". Per un cineasta esperto di film di "genere" come Tarantino, non è difficile capire quali siano le dinamiche che dominano il personaggio di Bill, satanico e paterno al tempo stesso, e il suo intenso rapporto con La Sposa e le altre Vipere: "Bill è un pappone" afferma Tarantino. "E' un ruffiano su tutta la linea: solo che per lui è sempre una questione di morte, uccisioni e omicidi, pittosto che di sesso. Se vede una ragazza che a suo avviso nasconde in se una prostituta, anche se ancora non lo sa, tutto quello che lui deve fare è portare a galla quell' aspetto, trasformarla e farla entrare nella sua scuderia". Le relazioni del gruppo seguono lo stesso pattern e uno dei rapporti più intensi è quello che va avanti da anni tra La Sposa e Elle Driver. Elle ha avuto un ruolo piccolo ma essenziale in Kill Bill Vol.1 (ha tentato di assestare il colpo di grazia alla Sposa ricoverata in ospedale in stato di coma), ma nel secondo episodio la loro rivalità sfocia in un "volento litigio tra donne" a oltranza. "Nella scala gerarchica delle Vipere, Uma occupa il posto più alto" spiega Tarantino. "Lei è quella che ha sia il rispetto che l'amore di Bill. Se Bill è un pappone, il personaggio di Uma è la numero uno della scuderia, colei che tiene le altre puttane in riga, e Daryl Hannah è la sua antagonista. Sono due amazzoni dalle gambe lunghe, con lunghe braccia e lunghi capelli biondi. Tra loro non è mai corso buon sangue e non appena Uma esce di scena, subentra Deryl. Diventa la sostituta della Sposa in tutto e per tutto". Di fatto, per interpretare il suo ruolo la Hannah si è basata sul presupposto che Elle Driver fosse stata un tempo un agente dell'INTERPOL che a un certo punto aveva cercato di arrestare Bill, ma che invece aveva finito per esserne sedotta e "trasformata". "La Sposa era la ragazza di Bill e adesso Elle Driver è la ragazza di Bill" dice la Hannah. "Per questo Elle vuole davvero che La Sposa sparisca, e vuole essere proprio lei a finirla". La Hannah stava lavorando a teatro, a Londra, quando Quentin Tarantino la sorprese facendole una visita in camerino e offrendole una parte che aveva scritto appositamente per lei. La Hannah non si è lasciata sfuggire l'opportunità di lavorare con il regista, e dice: "Non avevo mai interpretato un ruolo da cattiva come questo, quindi mi sono entusiasmata quando ho capito che razza di dura fosse Elle Driver". A Michael Madsen, uno degli attori preferiti di Tarantino, è stato chiesto di interpretare il ruolo di Budd, veterano della squadra delle Vipere che torna in attività e si apre a nuovi orizzonti (seppur brevemente) unendosi a Bill nella sua lotta contro La Sposa. Madsen non lavorava con il regista dal 1992, anno in cui diede vita ad uno dei personaggi più memorabili del film d'esordio di Tarantino Le iene, il sardonico Mr. Blonde. "Non è cambiato affatto. E' assolutamente la persona che era, solo che adesso ha giocattoli più grandi con cui giocare" dice Madsen commentando il suo rincontro con il regista.
Budd è il fratello minore e buono a nulla di Bill: "Il suo personaggio subisce una bella trasformazione nel corso del film. Si passa da un Budd più giovane ad uno più adulto che si è smarrito, lavora come butta fuori in un locale di spogliarelli e vive in una roulotte. Credo che sia un personaggio tanto memorabile quanto quello di Mr. Blonde" dice Madsen. "Il rapporto del mio personaggio con suo fratello Bill, è estremamente complesso. Io ho 4 figli e anche David è cresciuto insieme a numerosi fratelli, quindi credo che entrambi siamo stati in grado di comprendere le dinamiche che si instaurano tra fratelli". Kill Bill è comunque un film fortemente influenzato dalle pellicole asiatiche sulle arti marziali, e in quel contesto non c'è relazione più fondamentale di quella tra maestro e allievo, tra maestro e discepolo. Di fatti, Bill ha due maestri. Ciascun episodio del film ha il suo stile e le sue strategie narrative e, per ciò che concerne le influenze asiatiche, il Volume 1 era chiaramente dominato dal Giappone e dal codice bushido rappresentati da Sonny Chiba che ha interpretato il ruolo del samurai forgiatore di spade Hattori Hanzo, ed è anche stato il coreografo di kenjutsu del film. Nel Volume 2 invece, c'è una forte influenza delle arti marziali e della cultura cinesi, rappresentate dal leggendario Gordon Liu Jia-hui. "Le due cose che più ho amato durante la realizzazione del film" dice l'attore, "sono state le scene girate insieme a Gordon Liu e a Sonny Chiba: ho avuto la pelle d'oca". Inizialmente, Tarantino aveva scritturato Liu solo per il ruolo di Johnny Mo, il leader dello squadrone delle 88 folli guardie del corpo di Lucy Liu, che abbiamo visto nel Volume 1. Per buona parte del periodo della pre-produzione, il regista era intenzionato ad interpretare personalmente il ruolo del maestro di arti marziali della Sposa, che altro non era se non la variazione del 'cattivo' tipico dei film di Hong Kong degli anni '70 sulle arti marziali: "il monaco dalle sopracciglia bianche" Pei Mei. Così, Tarantino si unì al resto del cast per svolgere il lunghissimo periodo di addestramento prima dell'inizio delle riprese, impegnandosi moltissimo al fine di poter interpretare Pei Mei. "Avevo guardato quei film per anni" ricorda, "ammirandone gli interpreti e pensando quanto fossero forti. Non c'era una chance al mondo che lasciassi tutto il divertimento alle ragazze!" Ma quando si rese conto di quanto fosse dura la preparazione per un film così complesso, il regista capì che proprio non aveva il tempo materiale per poter, oltre a tutto il resto, anche recitare, e meno che mai per allenarsi duramente otto ore al giorno. Così Gordon Liu gli sembrò la scelta più ovvia per quel ruolo, trattandosi di un attore che aveva effettivamente trascorso tutta la vita ad allenare chi avrebbe dovuto poi interpretare la parte del ferreo maestro di arti marziali. In un certo senso, Tarantino ha scelto un attore che era tutt'altro che un caratterista per quel ruolo specifico.Liu aveva sempre fatto la parte dell'eroe forte, e occasionalmente comico, nei classici film dei Shaw Brothers. Era diventato una stella delle arti marziali, secondo per fama solo a Bruce Lee, vestendo i panni, nel film di Liu Jia-liang "The 36th Chamber of Shaolin", del terribile e bellicoso monaco dalla testa rasata San Te, noto come Master Killer nella versione in lingua inglese. Pei Mei dal canto suo, pur essendo anche lui un monco, era tra i peggiori 'cattivi' degli Shaw, uno che tradiva i suoi fratelli del Tempio Shaolin con il tiranno Manchu in pellicole come "Executioners from Shaolin" di Liu Jialiang. "Ho compreso perché Quentin volesse me, nonostante avessi sempre interpretato eroi virtuosi. Ciò che gli interessava erano le mie capacità in fatto di arti marziali, nonché la mia comprensione di un personaggio così profondamente cinese" dice Liu. L'attore ammette che però, quando gli venne chiesto di prendere parte al film, su una cosa non aveva le idee ben chiare: chi fosse Tarantino e come fossero i suoi film. "mi sono informato presso alcuni amici che lavorano nel settore e loro mi hanno raccomandato "Le Iene" e "Pulp Fiction", che ho guardato rimanendone molto colpito. Il suo lavoro è unico e molto interessante, una cosa mai vista prima. Inoltre avevo sentito dire che Quentin sapeva parecchie cose su i film di Hong Kong e sui film sulle arti marziali".
Il regista ha continuato a coinvolgere un gran numero di attori per il Volume 2, avvalendosi del lavoro di artisti che ammirava da anni. Parlando di Michael Parks, per esempio, lo definisce uno dei suoi attori americani preferiti. Parks si guadagnò la stima di un giovanissimo Tarantino partecipando alla serie televisiva degli anni '70 "Then Came Bronson", facendo sì che questi lo chiamasse nel 1996 per interpretare un ruolo in "Dal tramonto all'alba", diretto da Robert Rodriguez. Per Kill Bill, Tarantino ha assegnato a Perks due ruoli, uno per Volume: nel Volume 1, interpreta Edgar McGraw, sceriffo di una piccola cittadina del Texas che indaga sulla scena dell'orrendo crimine occorso durante le prove del matrimonio. Nel Volume 2 invece, è il vecchio Esteban Vieho, il proprietario di un bordello nonché mentore di Bill, che aiuta La Sposa a rintracciare la propria nemesi in Messico. Le relazioni contano in Kill Bill Vol. 2, sia davanti che dietro la cinepresa. Vale comunque la pena ricordare che questo nuovo film mostra alcuni segni di ciò che il regista descrive come "frullato" di tutti i generi cinematografici da lui amati ed assorbiti. "Quando giro una scena che assomiglia a quelle tipiche dei gialli italiani, so come l'avrebbero realizzata nel paese "d'origine", quindi la giro in quel modo. E' questo il motivo per il quale i miei film hanno successo in tutto il mondo, non mi considero un regista solo americano. Il pubblico di qualunque nazionalità può riscontrare nei miei film cose che è in grado di capire ed apprezzare", dichiara Tarantino. Questo tipo di approccio è stato determinante rispetto alla scelta della troupe. Il direttore della fotografia premio OscarÒ Robert Richardson è stato scelto proprio perché aveva dato prova di essere in grado di ottenere una vasta gamma di 'look' diversi. Ha collaborato spesso con Oliver Stone per film quali "Assassini Nati" e "JFK", in cui ha proposto atmosfere diverse arrivando persino ad usare pellicole diverse all'interno di una stessa scena. Il concetto alla base di Kill Bill prevedeva un cambio di stile e di montaggio da un episodio all'altro, mantenendo sempre presente il "frullato" di generi diversi, quindi Richardson è sembrato essere la scelta più ovvia.
Nel Volume 2, è piuttosto evidente l'impatto di due generi in particolare. "Se la mia vita avesse due facciate, una sarebbe quella rappresentata dai film sulle arti marziali degli Shaw Brothers, negli anni '70, e l'altra quella dei western all'italiana. A dire il vero, entrambi i generi si influenzano a vicenda. Negli anni '70, i film di queste due tipologie utilizzavano spesso le stesse trame, le stesse immagini, le stesse riprese e persino, in parte, la stessa musica. C'è una profonda affinità tra i due generi" dice Tarantino. La relazione tra i due generi, sullo schermo è piuttosto ovvia: le scene che si svolgono nel presente e che sono ambientate nel sud-set degli Stati Uniti e in Messico, richiamano lo stile dei western all'italiana. Per contro, i flashback ambientati in Cina dove Bill porta La Sposa affinché venga istruita dal suo ex maestro Pei Mei, hanno la tipica struttura dei film di Kung Fu, in cui c'è "la preparazione in vista di una vendetta". Come si confà ad un film ambientato prevalentemente nell'ovest degli Stati Uniti e in Messico, la colonna sonora del Volume 2 comprende un brano del grande 'rockabilly' Charlie Feathers, (intitolato Can't Hardly Stand It), insieme a brani classici della colonna sonora che Ennio Morricone compose per lo spaghetti western di Sergio Leone "Il buono, il brutto e il cattivo", e a "Urami Bushi" (La canzone d'amore del guerriero) originariamente interpretata da Meiko Kaji nel film giapponese sui samurai "Lady Snowblood 2: Love Song of Vengance". I fan di Tarantino sanno che ama la musica quasi quanto ama il cinema. Il cineasta ha raccontato che quando era piccolo, prima dell'avvento dei video, le colonne sonore erano l'unico strumento che consentiva di rivivere l'esperienza del film. Ripensare alle scene dei suoi film preferiti e improvvisare mentalmente mentre ascoltava la musica, è stata la sua prima esperienza in termini di "ragionare come un regista". Ora quindi, le sue scelte musicali entrano a far parte del processo creativo sin dall'inizio. "Non riesco ad andare avanti nella scrittura di un film se non so quale sarà la musica d'apertura" afferma Tarantino, "la musica che farà entrare gli spettatori nell'atmosfera del film. E' la musica che mi aiuta a trovare il ritmo del film". Per comporre la musica originale del film, Tarantino si è rivolto nuovamente a The RZA (si pronuncia Rizza), lo straordinario produttore di molti album de gruppo hip-hop Wu-Tang-Clan che si è ispirato ai film sulle arti marziali cinesi. Anche l'amico e collaboratore occasionale di Quentin Tarantino, lo sceneggiatore-regista Robert Rodriguez, èstato reclutato per comporre della musica adatta alle scene messicane di Kill Bill Vol. 2.
LE RIPRESE IN CINA Per il produttore del film Lawrence Bender "andare in Cina è stata la cosa migliore che abbiamo fatto. Quentin ha avuto un impatto molto forte e ha voluto un gruppo di creativi del posto. Non gli piaceva l'idea di una troupe completamente americana che arrivava in Cina imponendo le proprie idee. Il frutto di una simile scelta è stato che i nostri team giapponesi e cinesi hanno lavorato insieme ottenendo risultati che nessuno di noi si sarebbe mai potuto sognare". Bender, Tarantino e i principali attori del cast si sono recati in Cina nel maggio del 2002, per continuare l'allenamento e l'apprendimento delle coreografie, e per iniziare le prove. A metà giugno, il line producer E. Bennet Walsh, il produttore associato Dede Nickerson, il supervisore alla produzione Koko Maeda e il direttore della fotografia Robert Richardson, avevano messo insieme una troupe multinazionale con diversi gruppi di traduttori e avevano iniziato a lavorare presso gli Studios di Pechino. Kill Bill ha impegnato scenografi, stilisti e attrezzisti cinesi, giapponesi e americani. Un team di assistenti alla regia cinesi e americani ha supervisionato il lavoro giornaliero della produzione. Il primo assistente alla regia americano Bill Clark, veterano dei film di Tarantino dall'epoca di "Pulp Fiction", ha lavorato a stretto contatto con il suo omologo cinese Zhang Jin Zhan per coordinare il cast artistico e quello tecnico. "Si tratta di due modi di lavorare completamente diversi tra loro" spiega Bender "gli americani sono molto precisi, silenziosi e si suddividono diligentemente il lavoro. I cinesi invece fanno un sacco di rumore, sono più confusionari ma anche molto più veloci". Durante la prima giornata di lavoro in Cina, la troupe di Kill Bill è riuscita a mettere in piedi 22 set, cosa mai sentita per una tipica produzione di Hollywood. Dopo aver completato il proprio lavoro presso gli Studios di Pechino, il cast e la troupe si sono spostati per una settimana di riprese, presso un antico tempio situato nella città di Zhongwei. L'ardua salita verso il tempio era solo un assaggio delle difficoltà previste dalla realizzazione delle scene in cui Uma Thurman, Daryl Hannah e Gordon Liu si allenano per apprendere le tecniche del kung fu Shaolin: "The Cruel Tutelage of Pei Mei". Le scene d'azione del film erano già insolitamente dettagliate nella sceneggiatura. Tarantino le aveva riscritte e ridefinite per circa un anno. A Pechino, il processo venne portato ulteriormente avanti, con l'aggiunta di altri dettagli e, ove fosse necessario, con la messa in scena delle sequenze. Il maestro Yuen Wo-ping, che ha contribuito alla 'causa' con le sue straordinarie doti in fatto di arti marziali e con la sua tecnica unica del "wire fu", ha appreso la sua arte dal padre, lo scomparso Yuen Hsiao-tien. Master Yuen ci tiene a sottolineare che la tecnica da lui insegnata è più cinematografica che realmente orientata al combattimento. "Si tratta di acrobazie teatrali tipiche dello stile del nord o di arti marziali "di scena" dice. "E' tutt'altra cosa rispetto al kung fu o al wushu. La disciplina olimpica inventata in Cina e studiata da Jet Li. Quando si studia l'opera pechinese è quasi come studiare le arti marziali, me nel momento in cui passi all'azione ti accorgi che è completamente diverso, a causa della cinepresa o del palcoscenico. In ogni caso, lo scopo principale è sempre l'esibizione". Daryl Hannah esprime molto chiaramente il concetto: "Sono piuttosto allenata ormai nelle arti marziali, ma mi hanno allenato per mancare il bersaglio. Quindi il colpo che so sferrare è molto forte ma non so cosa succederebbe se colpissi realmente il viso di qualcuno!!" Le coreografie del maestro Yuen erano già state molto apprezzate nel film "The Matrix" e nei suoi sequel, così come in "La tigre e il dragone". Ma Tarantino era un ammiratore del maestro da molto prima che questi diventasse popolare in occidente. Di fatto, Tarantino ha giocato un ruolo fondamentale nel consentire l'uscita negli Stati Uniti di "Iron Monkey", debutto alla regia di Yuen, distribuito dalla Miramax con il banner "Quentin Tarantino presenta". "Credo che il primo film del maestro Yuen che abbia visto fosse un film con Jackie Chan intitolato "Snake in the Eagle's Shadow" ricorda Tarantino. "Era più o meno il 1993 o 94 quando mi sono accorto dello stile che contraddistingueva il suo kung fu. Credo che sia il coreografo più fantasioso di tutti i tempi: ha un'abilità straordinaria ed un'immaginazione incredibile. Lui è il regista e il coreografo che ammiro di più. Per Kill Bill ho ideato io le basi delle azioni. Yuen Wo-ping mi disse che non c'era bisogno che fossi un esperto di kung fu, ma che era sufficiente comprendessi realmente i film di kung fu: lui avrebbe fatto il resto. Dal momento in cui si è unito al progetto, mi sono sentito più sicuro e ho capito che avrei potuto realizzare qualsiasi mia idea". La leggenda del cinema di Hong Kong, Gordon Liu si è approcciato alla collaborazione con il maestro Yuen su un piano assai diverso rispetto a quello degli altri interpreti. Studioso di arti marziali dall'età di sette anni, nonché grandissima stella del cinema e della televisione asiatica, Liu è a sua volta un maestro. Ma come possono interagire due mastri sullo stesso set? Stando a quanto affermato da Liu, in modo davvero molto cordiale! "Il maestro Yuen sa chi sono. Sebbene abbiamo background diversi in fatto di stili, lui mi considera e mi tratta come un maestro. Lui ha appreso lo stile del nord della Cina, io quello del sud, ma sul set non c'è stata alcuna tensione poiché entrambi avevamo fatto molti film, con molti tipi diversi di interpreti e coreografi. E' stato molto bello lavorare con il maestro Yuen" dice Liu. C'è un ulteriore e più grande differenza tra lo stile delle arti marziali che i due hanno utilizzato nei film. La maggior parte dei film interpretati da Liu a Hong Kong erano diretti da suo fratello maggiore Liu Jia-liang, che era appassionato degli stili regionali. Il maestro Yuen invece è famoso per i fantasiosi combattimenti di spada effettuati in volo. "Il lavoro fatto dal maestro Yuen in "La tigre e il dragone" dice Liu, "era bellissimo, un'opera d'arte. Tuttavia, non era un combattimento reale, e sapevo che Quentin voleva qualcosa di diverso: voleva il combattimento vero. Altresì, ero consapevole del fatto che, mettendo insieme i nostri due stili, avremmo ottenuto un risultato unico". C'è un'altra sfida rispetto alla quale Liu non ha avuto alcun tipo di problema, ossia essere l'unico attore ad avere studiato le arti marziali. "La maggior parte degli attori che recitano in film come questo, persino a Hong Kong, imparano semplicemente le mosse specifiche delle singole scene, proprio come ha fatto Uma Thurman. La cosa può essere paragonata all'apprendere, a livello fonetico, alcune frasi in una lingua che non si conosce. Il difficile è dare l'impressione di comprendere ciò che si dice. Quentin ed il maestro Yuen si aspettavano molto da me considerato il mio background, ma anche da parte di Uma non si sarebbero accontentati di nulla di meno, poiché lei è la protagonista. Io ero il personaggio chiave per far si che le scene di combattimento avessero l'aspetto giusto". "Se combatto con uno dei miei fratelli o con un altro esperto di arti marziali" spiega Liu "questi sanno cosa aspettarsi, dove girarsi e quando fermarsi. Se lavoro con qualcuno che non ha quest'esperienza, devo fare uno sforzo maggiore, devo aggiungere un movimento in più per fare si che la sequenza dei colpi finisca nel punto giusto. Devo sempre collaborare e fare in modo che chi lavora con me figuri al meglio. Per di più, quando si combatte tra professionisti e c'è un contatto fisico, non ci si fa male, è molto naturale. Con i non professionisti invece ho sempre paura di colpire nel modo sbagliato e di fare male a qualcuno". Liu è da una vita un maestro di kung fu, nello specifico di Hong Fist kung fu stile tipico del nord della Cina, di conseguenza ha particolarmente apprezzato le sfide che la Thurman ha dovuto superare: "Le arti marziali cinesi sono assai difficili quando si è agli inizi, specialmente se si è alti perché si ha il baricentro troppo alto. Avrete notato che la maggior parte dei grandi artisti di arti marziali sono di piccole dimensioni: pensate a Bruce Lee, Jackie Chan e Jet Li. Se sei piccolo è più semplice. Uma sapeva perfettamente che questa non era la sua specialità, ma non ha mai mollato, ha provato e riprovato. Sono rimasto molto colpito dalla sua forza d'animo. Ci sono persone che avrebbero lasciato correre dando per buone scene che non lo erano, ma lei no. Rifaceva le stesse scene fino a quando non raggiungevano il suo standard qualitativo". Sapere che David Carradine era stato scritturato per il film, è stata una piacevole sorpresa per Gordon Liu; mentre erano sul set in Cina, ci ha tenuto a prenderlo da parte per dirgli quanto avesse ammirato la sua popolarissima serie televisiva "Kung Fu": "Quel telefilm è stato molto importante al fine della comprensione del kung fu da parte degli occidentali. Nutro un grande rispetto anche per Quentin, che ha contribuito alla diffusione del kung fu e delle arti marziali presso un pubblico che non fosse solo cinese o dell'estremo oriente". Yen Wo-ping, che è riconosciuto come il più grande maestro di arti marziali del mondo, ha lodato in modo inequivocabile i risultati ottenuti dalla Thurman. Tarantino ricorda infatti che: "Un giorno e venuto da me e mi ha detto 'Quentin, non hai idea di quanto sia diventata brava Uma'. E poi ha continuato dicendomi che alcuni attori che sembrano bravi nei film, in realtà sono in grado di compiere solo una o due mosse molto ben eseguite, ma poi bisogna tagliare. Uma invece era capace di fare quattro o cinque sequenze imparandole al momento. C'è una scena in cui si solleva in aria, fa un salto mortale, atterra e uccide due persone. E' una cosa molto impegnativa. Era diventata talmente brava e sicura di se che, sia io che Wo-ping, potevamo permetterci di cambiare la coreografia tutte le volte che volevamo". "Al termine del mio periodo di addestramento a Los Angeles" rileva la Thurman, "cominciavo a sentirmi più capace, e durante l'ultima settimana o giù di lì, non facevo altro che esercitarmi con le coreografie ogni singolo giorno, imparando centinaia di mosse e di combinazioni che facevano parte del combattimento. Poi, quando ci siamo spostati sul set e abbiamo iniziato le riprese, c'è stata l'introduzione di questa nuova idea, stando alla quale tutte le coreografie potevano essere buttate nel secchio. Avremmo cambiato tutto al momento e io avrei dovuto imparare immediatamente cinque, dieci, quindici mosse, mentre la cinepresa attendeva. A quel punto, la cosa che ho improvvisamente realizzato è che quello che mi avevano insegnato era il modo di apprendere". Una delle lezioni più dure che gli attori hanno dovuto imparare è che, a prescindere dalla quantità di allenamento e dal fatto che si sia lavorato con dei veri e propri maestri, non si potrà mai essere completamente preparati per il combattimento reale. Per Tarantino girare in Cina ha rappresentato l'opportunità di comunicare con lo spirito di uno dei suoi maestri cinematografici. "Chang Chen, attore prediletto dai registi della Shaw Brothers, occupa rispetto ai film di kung fu lo stesso posto che John Ford ha rispetto ai western. Girò un film nel 1967, "One-Armed Swordsman", con Jimmy Wang Yu, che oggi, possiamo tranquillamente definire come il primo film sulle arti marziali. E' stato un vero pioniere. Si è spento nel 2002 eppure, mentre giravamo Kill Bill, ho come avuto la sensazione, a tratti, che Chang Chen stesse vegliando su di noi". E c'è addirittura un problema occorso durante le riprese che è stato risolto direttamente da Chang, ha detto Tarantino: in pratica, è stata adottata una tecnica da lui inventata. Le moderne apparecchiature utilizzate nel campo degli effetti speciali per simulare le grandi perdite di sangue sono piuttosto complicate, e prevedono l'impiego di tubi e cavi. "Quello che volevo era che ci dimenticassimo del fatto che stavamo facendo un film ad alto budget e che ci comportassimo come dei tredicenni che giravano un film nel cortile di casa. Ed è stato Yuen Wo-ping a dirci che nelle 'scene di sangue' dei film di kung fu degli anno '70, la cosa veniva risolta utilizzando un preservativo riempito di sangue. Ovviamente era l'attore che doveva morire a tenerlo in mano e, quando il suo avversario lo faceva a fette, doveva semplicemente spremere il preservativo e lasciar fuori uscire il sangue. L'effetto era eccezionale, ed è stato Chang Chen ad inventare il trucco. Devo dire che, senza quell'espediente, non avrei ottenuto neanche la metà degli effetti che volevo".
DI NUOVO NEGLI STATI UNITI Nelle scene dei flashback di Pei Mei, Tarantino rispetta una delle regole fondamentali dei film di kung fu, riproponendo il tema "dell'allenamento ai fini di una vendetta"; c'è un allievo che acquisisce delle abilità che si dimostreranno decisive nel corso di uno scontro che avverrà successivamente. In Kill Bill, il maestro tramanda alla Sposa due tecniche mortali segrete di fondamentale importanza, e che la donna avrà modo di mettere in pratica solo anni dopo, quando la sua sete di vendetta la riporterà negli Stati Uniti dove si ricongiungerà con sua figlia, e dove avverrà l'incontro con la sua acerrima nemica Elle Driver e la resa dei conti definitiva con Bill. Prima che tutto ciò accada, assistiamo all'incontro sorprendentemente sentito e crudele tra Elle Driver e Sidewinder Budd, il fratello minore di Bill. Alla Hannah è stato chiesto di descrivere l'intensità di questo scontro, e l'attrice ha dichiarato che "Michael Madsen, che interpreta Budd, è una persona adorabile ma Budd è uno spregevole ubriacone. Per lo meno questo è ciò che pensa di lui il mio personaggio. Un tempo era un professionista ma ora non fa altro che bere e crogiolarsi tutto il giorno. Quindi dobbiamo cedere all'avversione che proviamo l'uno per l'altra". La scena prevede anche la drammatica apparizione di un omonimo della Sposa, un vero Black Mamba, il più mortale tra i serpenti velenosi. "Quando vado a fare visita a Budd, mi porto un piccolo amico" dice la Hannah. "Sul set c'era un vero Black Mamba al quale, credo, avevano tolto le sacche del veleno". "E' un serpente spaventoso" ammette Madsen, "se il suo veleno ti va in circolo, è finita. E' un lento soffocamento. Leggere la scena è stato un conto ma realizzarla con il serpente vero è stato un po' più complicato di quanto credessi. In ogni modo penso che questo abbia aiutato ad innalzare il livello di energia della scena". Tarantino aveva in serbo qualcosa di speciale per lo scontro finale tra le due acerrime nemiche, Elle Driver e La Sposa: "Volevo che fosse il più grande scontro cinematografico di tutti i tempi. Ok, non è una scena di combattimento di arti marziali, è un'intensa lite tra donne. Quello che voglio dire è che sembra una cosa eccitante: Uma Thuramn e Daryl Hannah che combattono fino alla morte. Io pagherei per vedere una cosa simile. Avrei quasi voluto avere una pillola magica che le rendesse tutte e due gigantesche, per farle pi combattere in una città e fargliene distruggere la metà. Questo è davvero l'unico film di genere, asiatico, che non ho ancora provato a ricreare". Alla fine, tutto si riduce a Bill: David Carradine. In quanto icona indiscutibile del kung fu, nonché idolo dell'adolescenza di Tarantino, era ovvio che a Carradine spettasse una nicchia in un film pensato, in massima parte, come il tributo di un regista ad una dei suoi generi cinematografici preferiti. C'è da dire che, per sua ammissione, l'attore non aveva idea di cosa aspettarsi quando gli venne proposto di prendere in considerazione l'idea di interpretare il malvagio personaggio che dà il titolo al film. "I film di Quentin ti danno l'impressione di essere pura improvvisazione" dice Carradine, "perciò mi sono chiesto, quando ho aperto il copione, che cosa ci troverò? Be', si tratta di letteratura, tutto è curato nel minimo dettaglio, nulla è lasciato al caso".
"Quentin è il mio regista preferito,
certamente il mio preferito tra quelli viventi. E' estremamente attento quando
tratta con gli attori. Ho amato moltissimo Hal Ashby, ma Quentin è più il mio
tipo di persona, abbiamo moltissimo di cui parlare".
Carradine studia arti marziali da una vita eppure, è sempre stato piuttosto modesto riguardo ai risultati raggiunti in quel settore. "Quando facevo la serie televisiva, non ho mai fatto mistero della mia ignoranza in fatto di kung fu. Quando me lo chiedevano, rispondevo che non ne sapevo nulla. Poi facevo qualche mossa che facesse un po' d'effetto. Sicuramente ero divertente, ma quello che volevo dire era che, quello che si vedeva, quello che facevo, sebbene fosse aggraziato, veloce ed efficace, era niente confronto a quello che c'era da imparare. Ciò nonostante, Carradine ammette che il training per il suo ruolo in Kill Bill è stato durissimo. "Credevo di partire con un certo vantaggio rispetto agli altri membri del cast. Pensavo che, avendo fatto quella roba per quarant'anni, non avessi bisogno di prepararmi. Be', non è andata così. Ho dovuto imparare nuovamente tutto quello che credevo di sapere".
Nel finale di Kill Bill c'è una gran quantità di violenza, ma il tutto ruota intorno all'incontro carico di tensione tra due genitori non più in buoni rapporti, che avviene in presenza della loro bambina.
"Una delle mie scene preferite, non solo
del Vol.2 ma di tutto il film" dice Carradine, "è la lunghissima scena del
dialogo tra La Sposa e Bill. E' la parte principale della loro storia d'amore.
Per tutto il tempo, siamo consapevoli del fatto che i due dovranno combattere
fino ad eliminarsi. Quindi non è solo un film violento né semplicemente un film
d'azione; è un viaggio all'interno della mente e del cuore di individui
violenti".
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