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dell'illustrazione di Carlantonio Longi

A Siena, dal 24 aprile al 2 giugno, si terrà nelle sale San Leopoldo e San
Giuseppe del Santa Maria della Scala la Mostra Ritratti di Cinema - L¹Arte
dell¹illustrazione di Carlantonio Longi, a cura dell'Assessorato alle
Culture della Provincia di Siena e del Santa Maria della Scala - Istituzione
del Comune di Siena.

L'esposizione, curata da Roberto Longi, valorizza l¹opera del padre
Carlantonio, un cartellonista che ha saputo interpretare per immagini
l¹attività di un periodo tra i più fecondi del cinema italiano, quello della
"Hollywood sulle rive del Tevere", secondo una nota definizione della
rivista americana "Times"
Presidenti onorari del comitato scientifico e testimonial della mostra
saranno Elio Pandolfi, Nino ed Erminia Manfredi, cari amici di Carlantonio
Longi, e la regista Lina Wertmüller.
In occasione della mostra verrà anche pubblicato un libro ricchissimo di
illustrazioni edito da Gli Ori, che conterrà saggi appositamente scritti per
l¹occasione dalla regista Lina Job Wertmüller, da Bruno Santi soprintendente
ai Beni Storico-artistici di Siena e Grosseto, da Carlo Sisi direttore della
Galleria d¹arte moderna di Palazzo Pitti, da Sergio Micheli docente di
Storia e Critica del Cinema presso l¹Università per Stranieri di Siena e
infine da Omar Calabrese, docente di Semiotica delle Arti presso
l¹Università di Siena.
Carlantonio Longi è nato a Livorno l'8 settembre 1921. Ha frequentato
l¹Istituto d'Arte di Firenze come allievo di Gianni Vagnetti, trasferitosi a
Roma ha proseguito gli studi al Liceo artistico e all'Accademia delle Belle
Arti sotto la guida di Carlo Siviero. Giovanissimo, ha iniziato l¹attività
di ritrattista per poi divenire illustratore e cartellonista cinematografico
, operando nel settore per circa un ventennio (anni 50-70) e raggiungendo
notorietà nazionale. In questi anni, inoltre, ha svolto l'attività di
grafico pubblicitario.
Dal 1972, trasferitosi a Firenze con la famiglia, si è dedicato quasi
esclusivamente alla pittura, partecipando a mostre collettive e personali
per le quali ha ottenuto particolari consensi, soprattutto negli Stati
Uniti. La sua carriera è stata bruscamente interrotta dalla prematura
scomparsa all'età di 59 anni.
Della sua attività di cartellonista cinematografico ci è fortunatamente
pervenuto un cospicuo numero di opere: oltre 300 tra tavole e bozzetti
originali di varie dimensioni che costituiranno il nucleo della mostra;
nella stessa verranno inoltre esposti suoi affissi, manifesti e locandine di
film, nonché materiale documentario (depliant e brochure), a testimonianza
dei rapporti intrattenuti da Longi con le varie case produttrici dell'epoca.
Si conserva inoltre un nutrito numero di foto in bianco e nero e di filmati
realizzati con la cinepresa a passo 8 dallo stesso Longi, che documentano
sia il suo lavoro di cartellonista, sia uno spaccato dell¹ambiente
cinematografico del tempo, come ad esempio i momenti di pausa delle riprese
sul set de La fortuna di essere donna (1956) con Sophia Loren e Marcello
Mastroianni, oppure i cortometraggi di gusto parodistico realizzati insieme
a Nino Manfredi, Paolo Panelli ed Elio Pandolfi, solo per citarne alcuni,
che erano tra gli amici più stretti di Longi.
La mostra sarà inoltre completata da una piccola rassegna di ritratti,
legati al periodo della sua attività di cartellonista, oltre che da una
sezione che documenta la sua produzione come grafico pubblicitario e
illustratore di periodici d¹informazione e cultura.
A chi nell'immediato dopoguerra percorreva, ragazzo, le strade delle grandi
e medie città d¹Italia ancora ingombre di macerie e tutto ciò che stava
attorno pareva inesorabilmente immerso in un diffuso grigiore, alcune isole
di colori attraevano l¹attenzione e consequenzialmente colpivano la
fantasia.
Erano i manifesti cinematografici, che riportavano nell'Europa devastata
dagli eventi bellici e divisa nelle sfere di influenza dei blocchi
contrapposti da ideologie diverse e antagonistiche, gli aspetti più
attraenti della way of life d¹oltreoceano, insieme con la inevitabile
celebrazione delle imprese dei liberatori...
Bruno Santi

Nel 1972 Carlantonio si trasferisce con la famiglia a Firenze. Si dedica
d¹ora in avanti esclusivamente alla pittura. Allestisce lo studio accanto a
quello dell'amico Rodolfo Marma nel grande stabile per artisti di piazza
Savonarola dove, al centro di un grande cartiglio, troneggia il distico
³Onora l¹Arte che è vita della vita² (e che a me ha sempre fatto una certa
impressione).
Non entrando nel merito della sua produzione pittorica, riporto solo che il
babbo da un punto di vista meramente commerciale, ha avuto un crescente
successo, in particolare modo negli Stati Uniti d¹America.
Il cinque settembre 1980 muore nella sua casa di Sinalunga.
Dopo il triste evento lo studio di Firenze viene smantellato. Il materiale
viene trasportato nello studio della casa di Sinalunga, e in magazzini della
casa di mio zio Giuseppe Orlandini, nello stesso paese.
Gli anni passano, ed io, unico dei quattro figli, perseguo, almeno negli
studi, le orme paterne. Frequento prima l¹Istituto d¹Arte di Porta Romana
(il babbo stesso mi aveva indirizzato nella scelta, memore della sua
esperienza), poi l¹Accademia di Belle arti in piazza San Marco. Terminati
momentaneamente gli studi (seguirò successivamente anche l¹esempio materno
laureandomi in Conservazione dei Beni Culturali) mi trasferisco per due anni
a Sinalunga. Ed è nello studio di mio padre, mentre eseguivo i miei lavori,
che comincio a scartabellare nei suoi cassetti e nelle numerose scatole lì
poste da Firenze.
All'inizio, devo dire, con una certa cautela, provavo quasi un senso di
³profanazione² andando a risvegliare da quel sonno profondo quei segni
tangibili di vita passata. Ritrovo in una scatola i bozzetti di piccolo
formato, rimango stupito, sono oltre centocinquanta.
Frattanto mio fratello Paolo era ritornato a Roma per lavoro. Rientrato in
contatto con Ugo Staccioli aveva recuperato, tranne una dozzina di pezzi che
il mio babbo gli aveva regalato al momento della partenza per Firenze, le
più ingombranti tavole definitive ancora conservate da Staccioli nello
studio romano. Anche le tavole erano state sistemate a Sinalunga, in una
grande cassa in legno nelle soffitte della casa di mio zio. Ovviamente a
quel punto non posso fare a meno di controllarne il contenuto, il numero
corrisponde pressappoco a quello dei bozzetti, e le tavole, l¹aspetto non è
secondario, si trovano in un discreto stato di conservazione...
Roberto Longi
Nell¹esaminare ora l¹opera di Carlantonio Longi, attivo come cartellonista
negli anni 50-60, si dovrà considerare, dunque, l'ambiente dove egli si
trovò ad operare, il rapporto con la committenza quindi, ed è ciò che conta
di più, le soluzioni grafico-pittoriche che l¹Artista è riuscito a mettere
in atto per ottenere, in quegli ambiti, i risultati più soddisfacenti
possibile sia da un punto di vista iconografico sia in relazione allo scopo
al quale, nel campo della cartellonistica, risulta finalizzato il manifesto
cinematografico.
³L¹illustrazione esclude l¹arte?², si domanda Franco Fortini. ³Rispondiamo:
in un certo senso sì, perché l¹illustrazione è sempre strumentale, cioè
subordinata ad altri fini che se stessa, come il manifesto o il foglietto
pubblicitario. Ma in un certo senso no, perché il temperamento di un artista
può erompere anche dalle formule illustrative².
È ciò che pensiamo in merito alla cartellonistica per il cinema di
Carlantonio Longi.
Sergio Micheli
ma io sono nato a San
Gimignano
a pochi ,pochissimi
chilometri da Siena cinenewsletter
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