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Josè Pantieri
premia Luigi Zampa e Virgilio Ciarlo con il trofeo Mics
FIRENZE: CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO APERTO SUGLI ANZIANI
Il 5 novembre 2004
Anche il Comune di Firenze ha aderito alla richiesta dei sindacati dei
pensionati di convocare, per il 5 novembre prossimo, un consiglio straordinario
aperto alla cittadinanza. Lo ha annunciato il presidente Eros Cruccolini che
questa mattina, insieme all'assessore alla sanità Graziano Cioni, alla
presidente della commissione per le politiche sociali e della salute Susanna
Agostini ed ai rappresentanti dei Quartieri, ha incontrato i rappresentanti di
Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil.
In particolare, l'assessore Cioni ha illustrato le iniziative e le politiche
dell'amministrazione in favore degli anziani.
«Sono soprattutto le istituzioni locali, infatti, insieme al sindacato, a
doversi misurare con il crescente disagio della popolazione anziana - ha
sottolineato Cruccolini - che anno dopo anno si sta impoverendo rischiando di
precipitare sotto la soglia della povertà. La seduta del 5 novembre sarà
introdotta dall'assessore alle politiche socio sanitarie, Graziano Cioni, poi
prenderanno la parola, oltre ai promotori dell'iniziativa, anche i
rappresentanti delle tante associazioni di volontariato, sindacali, culturali
che ogni giorno sono impegnate, a vario titolo, a sostegno degli anziani».
«In questo modo - ha spiegato Susanna Agostini - approfondiremo la conoscenza
della rete di servizi presente nella nostra città ma il consiglio straordinario
sarà, come concordato con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, anche
un momento di puntualizzazione politica delle loro richieste. Toccherà ad un
loro rappresentante avviare il dibattito consiliare ed a proporre all'assemblea
un documento di adesione alla "Giornata nazionale di attenzione ai problemi dei
pensionati e alla condizione generale degli anziani". A sua volta il consiglio
comunale approverà un ordine del giorno da inviare al governo prima
dell'approvazione della finanziaria 2005».
Il consiglio del 5 novembre avrà inizio alle 15.30.
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AGOSTINI, LE DONNE LA POLITICA |
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Agostini, le donne, la politica
Susanna Agostini, consigliere comunale diessina, fa parte della pattuglia
di donne presenti in Consiglio Comunale, distribuite con omogeneità fra le
diverse forze politiche, che “ Il Corriere” intervisterà in questi giorni.
Con loro parleremo del ruolo delle donne nel Consiglio, delle loro
aspettative, di ciò che hanno fatto e hanno intenzione di fare.
[di Cristiano Draghi]
Cara Agostini, le elezioni si avvicinano: cosa pensa di fare?
“Se il partito deciderà di ricandidarmi, accetterò volentieri. La mia prima
esperienza in Palazzo Vecchio d’altronde mi ha dato molto e soprattutto mi
ha fatto capire che differenza c’è tra un approccio politico e un altro. “
Cioè’?
“Per esempio ho potuto confrontarmi con la capacità di molti colleghi che si
sono sempre dedicati alla politica e con la loro capacità di risolvere
questioni dialogando all’interno della coalizione e con le opposizioni. Da
loro ho ancora molto da imparare. Quanto a me, credo che il valore aggiunto
che ho portato in Comune sia il bisogno di concretezza delle piccole azioni
quotidiane. Penso anche di avere dato voce a associazioni e gruppi che
sentono maggior necessità di essere ascoltati da interlocutori
istituzionali. Penso che questo sia dovuto anche al fatto che nella vita ho
fatto molto sindacato e lavorato nel pubblico impiego, spesso in rapporto
diretto con il pubblico”.
Ci si preoccupa della scarsa presenza delle donne negli organismi
elettivi. Cosa si dovrebbe fare per accrescerla?
“Credo che gli stessi partiti possano fare molto. E non è il momento di
trincerarsi dietro discorsi sui soggetti capaci di trovare voti”.
Mi permetta una provocazione: secondo lei le donne devono per forza avere
una certa rappresentanza? Perché allora non chiedere una certa quota, che
so, di commercianti, di impiegati, o a seconda delle religioni. . .
“Essere donna non è una categoria di funzioni. Le donne sono un soggetto
politico e sociale di fatto rilevante. E’ necessaria la presenza femminile
nel mondo, nella vita? Questa domanda i politici non se la pongono. Eppure
diceva Ho Ci Min che le donne sono l’altra metà del cielo: non abbiamo mai
visto un cielo dimezzato. Certo, non saranno le quote nelle liste a
garantire una rappresentanza di rilievo. Ci vorranno – e comunque ci sono,
non è difficile identificarle – persone che da sempre sono protagoniste nel
mondo del lavoro, nelle professioni, nell’associazionismo, nei movimenti.
Possiamo prendere esempio dal sindacato, dove da sempre le donne vengono
scelte anche in numero maggiore degli uomini per rappresentare anche
importanti categorie di lavoratori”.
Sarebbe quindi bene eleggere più donne?
“Sicuramente le donne elette spostano in avanti la propria disponibilità di
genere. Con più donne in Palazzo Vecchio si potrebbe avere una spinta
maggiore verso la soluzione dei problemi sociali”.
Lei si è occupata dei temi più diversi, ma quali sono le battaglie che
considera più importanti?
“Ogni volta che si parla di tempi e di spazi o di servizi, parlarne da donne
vuol dire cercare di ottenere un’armonia nel quotidiano che preveda la
possibilità di lavorare e di prendersi cura di altre persone. Oppure quando
si parla di anziani, di case e di servizi socio-sanitari, bisogna ricordare
che su questi argomenti sono più coinvolte le donne degli uomini: sono quasi
sempre le madri, le sorelle, le figlie ad impegnare le proprie energie per
chi ha bisogno di assistenza”.
C’è una sua battaglia molto curiosa, quella per la statua di Maria Luigia
dei Medici…
“Sì, perché la vorrei all’uscita degli Uffizi. E’ una richiesta simbolica,
per ricordare a tutti il ruolo delle donne. Maria Luigia è una a cui Firenze
deve molto: è infatti attraverso il suo testamento che il patrimonio dei
Medici è potuto rimanere patrimonio dei fiorentini”.
Ritiene che la giunta attuale dimostri sensibilità sufficiente sui temi
cari alle donne?
“Tutta la giunta, ma in particolare le assessori, il sindaco e alcuni
assessori hanno su questo sicuramente un punto di vista diverso dal passato.
Ma sicuramente sapranno fare anche di più”.
Cosa pensa si debba ancora fare? Insomma, su cosa vorrebbe impegnarsi se
fosse rieletta?
“Credo che i problemi sociali debbano essere percepiti con nuove antenne,
considerando le trasformazioni rapide del tessuto cittadino. Bisogna
ricordare che la qualità della vita di persone di ogni età può cambiare con
grande facilità: l’improvvisa mancanza di lavoro, casa, famiglia, salute,
può gettare l’individuo in un baratro. Penso anche che le istituzioni
debbano fare attenzione non solo alle grandi categorie deboli, come anziani
e disabili, ma anche alle nuove generazioni. Ecco, credo che si debba
favorire la crescita di residenza nella nostra città, dare lavoro e case ai
giovani, avendone in cambio un futuro da spendere. Devo dire che con questa
amministrazione si stanno mettendo davvero le basi per ringiovanire la
cittadinanza. Starà alla capacità dei rappresentanti istituzionali, delle
forze sociali, imprenditoriali e politiche che condividono questo progetto
dargli gambe”.
Contatta Susanna Agostini
info@susannaagostini.info
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manda agli
amici grazie
seminario di
euritmia i giorni sabato 27 e domenica 28 novembre
Tenuto dal
maestro Heinrich Koebel
Al teatro
della Forma
Viale della
Primavera 317
00185 Roma
info-e
prenotazioni
0697612703
063017830 3385465301
Spuren
Euritmia al Teatro Della forma
viale della Primavera 317
0697612703 063017830 3385465301
Roma
http://www.teatrodellaforma.it/spuren.htm
VENERDI 12 novembre 2004
ore 21
prenotazione
obbligatoria
danieladanesi@hotmail.com
La
rappresentazione "Spuren" (Orme, impronte) o anche "Dialogo con Dio", poggia
su una parabola narrata molto succintamente, dall'atmosfera molto trasparente
e dal contenuto tendente alla profondità.
Spuren
Euritmia
al Teatro
della Forma
viale della
primavera 317
Roma
VENERDI 12
novembre 2004
ore 21
Eurythmie - Ensemble "SLJEDY" St. Petersburg
L'ensemble
Dal 1996-2000
si è tenuto a S. Pietroburgo un corso straordinario di euritmia. La formazione
è stata guidata da diversi docenti provenienti dalla Germania, Ungheria,
Svezia e Svizzera. Alcuni euritmisti di questo corso quadriennale hanno avuto
l'opportunità di perfezionare la loro formazione seguendo, in alcune scuole
europee, un corso biennale per rappresentazioni sceniche di euritmia.
Eurythmie -
Ensemble "SLJEDY" St. Petersburg
Idee und
Regie: Lilit Hovhannisyan
Musik: Elena
Nemtsova
Szenario:
Volodia Lekus
Piano: Elena
Nemtsova
Akkordeon:
Alexandre Chirunov
Eurythmisten:
Alla Biktchourina, Inna Minischeva, Svetlana Artmoschina, Tatjana Komarova und
Thomas Erdösi (ehemaliger Tänzer des Nederlands Dance Theatre)
Dopo la cooproduzione russo-tedesca, di spettacoli euritmici "Metjel"("Bufera
di neve") organizzati da Tille Barkhoff, abbiamo formato un gruppo di sei
euritmiste di S. Pietroburgo. Il nostro progetto "Spuren" (in russo Sljedy na
Peskjè) vuole essere anche un debutto artistico, anche se questo progetto non
è stato il primo.
Parabola
Un uomo guarda
indietro alla successione degli eventi della sua vita, i quali gli si rivelano
come strade percorse in passato, come "Impronte sulla sabbia". Vicino alle sue
orme egli vede quelle di Dio e gli domanda: "Signore, come può essere che nei
momenti di maggiore difficoltà nella mia vita, le tue impronte scompaiono
sempre? Perché nei momenti in cui avrei avuto più bisogno di te, mi hai
abbandonato? Il Signore ascoltò il lamento e rispose: "Vedi io non ti ho mai
lasciato. Ogni volta che le mie impronte sparivano era perché ero dentro di
te".
La
rappresentazione
Sulla base di
questa parabola è stata scritta la sceneggiatura e una composizione musicale
che potesse sorgere sempre in corrispondenza con lo sviluppo della
sceneggiatura.
Una figura
divina e una umana, che si incontrano sul piano della parola e su quello del
movimento. Tre figure in movimento formano di volta in volta l'atmosfera
umana, poi di nuovo quella della figura divina, oppure l'atmosfera in sé. Come
in una fiaba, le cinque figure insieme formano prima di tutto un tutto,
affinché abbia luogo, fuori e dentro la propria anima, il dialogo tra Dio e
l'uomo e l'incontro con la natura.
L'euritmia
Possiamo
chiederci che cosa è l’euritmia. Osserviamo prima di tutto un elemento
architettonico che si esprime nel rapporto di quest'arte con lo spazio, per
esempio nei diversi atteggiamenti e nella disposizione dei gruppi. Il gesto
euritmico produce forme simili a quelle delle arti plastiche, quando si
modella nell'aria un suono musicale o un suono articolato. Per questo Rudolf
Steiner ha definito l'euritmia da lui creata "un'arte plastica in movimento".
I colori della pittura ritornano in quelli dei costumi, dei veli, delle luci
sulla scena. Vivono anche in ogni interprete, nelle sensazioni colorate che
dovrebbero accompagnare ogni esercizio. I suoni della musica vengono resi
visibili dall'euritmia musicale e le parole dall'euritmia della parola. Ad
ogni tonalità, ad ogni sonorità verbale corrisponde un gesto preciso in cui si
dispiega il movimento tracciato dalla laringe e realizzato dagli altri
strumenti del linguaggio e del canto. L'euritmia quindi è suono e parola
visibili. Praticando l'euritmia, l'organismo umano nella sua interezza diviene
lo strumento di quest'arte. Lo spettatore di una rappresentazione euritmica,
anche lui, viene stimolato in modo del tutto particolare. Limitandosi al ruolo
di spettatore, si perde la cosa più importante. Dovrebbe unirsi così
attivamente ad ogni gesto euritmico da penetrarvi in modo tale da farlo
rinascere in sé. Quest'appello all'attività personale vale in un certo senso
per tutte le arti, ma acquista nell'euritmia un accento particolare. Facendo
rivivere tutte le arti, l'euritmia si ricollega all'arte primordiale
dell'umanità che si esprimeva nella danza sacra dei templi. Anche questa danza
riuniva tutte le arti. I gesti dei danzatori avvolti in vesti colorate e
accompagnati dalla parola e dai suoni della musica, si dispiegavano nello
scenario dell'architettura dei templi e delle loro statue. Gli uomini
percepivano allora che quell'arte proveniva dagli dei. Essa era ideata e
diretta dai sacerdoti.
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