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Francesca
Reggiani

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locandine
totò
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CINEMA
Intervista
(1987)
Le finte bionde (1989)
La Putain du roi (1990)
Ricky e Barabba (1992)
Assolto per aver commesso il fatto (1992)
Le donne non vogliono più (1993)
TELEVISIONE
Caro
maestro (1996) Tv Series
Disokkupati (1997) Tv Series
Convenscion
(1999)
Convenscion
2001 (2000)
Super
Convenscion 2001 (2001)
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una foto
con noi!!).
D:La tua idea di
comico?

Foto di gruppo alla fine dello spettacolo del 30 Giugno, ci sono:
Francesca Reggiani, Serena Dandini, Marco Della Noce, Leonardo Manera,
Paola Cortellesi, Alessandra Faiella, Corrado Guzzanti,Max Giusti,
Ficarra e Picone, Rocco Barbaro, Marco Marzocca, Anna Meacci, Rosalia
Porcaro, ospiti musicali Ron e Luna.
| Francesca
Reggiani ha raggiunto il successo con partecipazioni
televisive (La TV delle ragazze, Avanzi 1/2/3, Il Tg delle
vacanze, Tunnel, Caro maestro, Gran Casinò, Disokkupati),
intepretazioni teatrali (Cirano di Bergerac, di Proietti,
Donne in bianco di Tonino Pulci, Incontri di Mattia
Sbragia, Nutella amara di Guzzanti, Forbici e Scoppiati di
Valter Lupo) e cinematografiche (Mosca addio di Bolognini,
L’intervista di Fellini, Assolto per non aver commesso
il fatto di Sordi, Le donne non vogliono più di Quartullo.
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marco capitelli |
Il
gioco è l'unica cosa seria della vita.
Se l'altro giorno non avessi incontrato la
Reggiani al bar dell'Ambra Jovinelli forse non sarei mai andata a
vedere ,ieri sera il suo spettacolo e avrei perso molto : soprattutto
non avrei capito che tra poesia , musica e cinema c'è ancora
posto per la comicità .E si può dire molto sorridendo e facendo
anche ridere.Io non ho riso molto ieri sera ma ero triste,poi lei mi ha
ricordato diverse volte che sono single e non mi piace proprio(
finalmente l'ho sentito dire dal palcoscenico single è brutto!)
Che facendo ridere si può dire molto di
più, di più fino a chiudere chiamando Dio che c'è e è
milanese.
Be quando la mia carissima amica Jenni ha
fermato Francesca per chiederle di Intervista , il film di Fellini a cui
ha partecipato (si le mie amiche o fanno tesi su Felllini o sulle cose
più difficili del cinema ) sapevo di stare per incontrare una persona
semplice ed intelligente ma non una che sarebbe riuscita a far superare
a Jenni la timidezza.
Jenni l'unica grande bionda dagli occhi blu
,che viene dall'Emilia Romagna e che sembra timida.
Ecco io credo che uno spettacolo sia valido
solo se riesce a far parlare tra loro le persone se apre dialoghi e ti
fa conoscere e riconoscere un po te stressa dentro ma soprattutto gli
altri.
Se esci dal teatro e sei un po meno single
insomma !!( be che molti in compagnia rimangono single a vita è ovvio
dirlo no ma non è una consolazione per nessuno).
Jenni non è single e è contenta con
il suo sorriso solare,Maria Grazia che cita i riferimenti culturali
della comicità di Francesca,Alberto compito ne sottolineava i
gesti e le espressioni,Giuseppe che si è adirato che il bar all'uscita
era chiuso e abbiamo vagato per un ora da via giolitti fino porta
maggiore per trovare una sigaretta, non al tabaccaio che era anche lui
chiusissimo ma da un simpatico gigante nigeriano che si ha detto
di chiamarsi Godi.
Ecco se uno spettacolo ti far star meglio
con i tuoi amici
e poi ti fa pensare con un po di più di serenità e fiducia nella vita
vale la pena esserlo andati a vedere.
Poi il resto se ti accorgi che il ritmo
regge , lei è esplosiva e è tutto ancora un bel gioco be
allora lo sapevi no che il gioco è l'unica cosa seria della vita
anche perchè non si gioca mai da soli .
Paola Monti
La
comicità è donna
(((
no la comicità non ha sesso ))))
Con
gli «Strati d'animo» della Reggiani
In verità, Francesca Reggiani, attrice dotata di un forte senso di
ironia e umorismo, quando sente parlare di comicità al femminile un po'
si ritrae: «Ma, che la risata ha sesso? Io credo di no. E il sesso non
ce l'ha nemmeno l'eros», dice d'un fiato con la sua voce squillante.
Bel modo di iniziare una conversazione che proprio dalla comicità
prende spunto, andando a frugare tra quegli Strati d'animo,
che lei ormai da due stagioni va offrendo al suo pubblico teatrale.
Signora Reggiani, ma quali e quanti sono i suoi «Strati
d'animo»?
«I miei, infiniti. Quali? Bisogna vedere lo spettacolo per scoprirli.
È uno spettacolo che affida al titolo un gioco di parole, per parlare
di amori e amicizie, viaggi, figli, divorzi, single e bingle, sesso,
parcheggi che non si trovano. Insomma, è uno spettacolo brillante e
divertente che ho scritto insieme a Valter Lupo per
ridere su verità che sono quelle che conosciamo tutti».
Ma c'è qualcuno, in particolare, che lei prende di mira con lo
spettacolo?
«Tutti e tutto, ma più che una satira politica, lo spettacolo prende
di mira il sociale, il costume».
Ci sono degli «ospiti d'onore» che verranno a trovarla?
«Come no. Sabrina Ferilli, ad esempio, una delle
figure più apprezzate del mio repertorio. Poi verrà a salutare il
pubblico Donatella Versace, un'apparizione breve e
fugace (me la tengo come bis) e Franca Ciampi».
Dalla quale ha ricevuto i complimenti per l'imitazione che ne ha
fatto in tv durante «Cocktail d'amore».
«Mi ha fatto veramente piacere la sua telefonata e i suoi sono stati
complimenti veri. Mi ha detto che s'era divertita molto. Una telefonata
che mi aspettavo: non capita tutti i giorni essere chiamati dal
Quirinale!».
Non le era mai successo ricevere un «presente» politico?
«No, c'è stato un precedente. Quando ero in Avanzi
mi aveva anche telefonato l'onorevole Ombretta Fumagalli
Carulli».
Ritorniamo al suo programma televisivo «Cocktail d'amore», in
onda il lunedì su Raidue. Cos'è veramente?
«È una sorta di indagine tra il finto e il vero sugli Anni '80, con
una rassegna di filmati di repertorio di quegli anni passati al vaglio e
al commento. Naturalmente sotto osservazione c'è il costume ed ogni
puntata è tematica: il disco, il sesso, le tendenze...».
Da quanto tempo mancava dalla televisione?
«Il mio ultimo programma televisivo è stato Convenscion.
Un po' di televisione... intelligente ogni tanto fa bene».
E a teatro, invece, dopo «Strati d'amore» cosa
l'attende?
«Un nuovo spettacolo che debutterà il 2 aprile all'Ambra Jovinelli di
Roma, il titolo è Spunti di vista».
Ancora un monologo?
«Sì, in questo periodo in scena mi trovo meglio da sola, non sento il
bisogno di compagnia».
C'è già una traccia?
«Posso anticipare che approfondirò il personaggio di Donatella Versace,
ma ci saranno anche altri personaggi della nostra vita quotidiana, altri
tic».
Come concilia il suo lavoro d'attrice con quello di madre di una
bambina di sei anni?
«Cerco di essere una presenza più stabile possibile. Non mi capita mai
di dormire fuori di casa, anche quando sono in tournée, tre o quattro
sere di seguito. Voglio darle quella presenza che io non ho avuto da
parte dei miei quando ero piccola. E se proprio è necessario me la
porto anche a teatro, alle pomeridiane soprattutto. Eccome si emoziona
quando mi vede in scena. Le piaccio così come sono».
   
INTERVISTA
A FRANCESCA REGGIANI
Una miriade di
ringraziamenti all'impegnatissima Francesca Reggiani che ci ha concesso
attimi preziosi del suo tempo per l'intervista (ci dipiace che non abbia
potuto fare una foto con noi!!).
D:La tua idea di
comico?
R:Se vogliamo
essere banali è un qualcosa che fa ridere, il contrario della tragedia,
il contrario del dramma. La mia idea del comico è un'idea universale.
se uno dalla normalità, passa ad un motto di riso, quella puo essere
una cosa comica.
D:Com'è cambiata
la comicità negli anni da quando hai iniziato?
R:Bisogna dire che
i meccanismi di comicità sono sempre più o meno gli stessi. Per
esempio l'altra sera abbiamo fatto una serata dedicata ad Aldo Fabrizi,
che aveva dei testi che comunque potrebbero essere attualissimi anche
adesso, però negli anni cambia lo stile a causa dell'evolversi della
società, questo sicuramente. Ma diciamo che i meccanismi base sono
sempre gli stessi.
D:Cosa ne pensi
della rassegna Faccia da comico?
R:Noi abbaimo
fatto molta televisione, tutti quanti insieme, quindi il fatto di
passare da tanti anni di televisione al teatro una cosa importante, che
da la possibilità anche ad attori più giovani di venir fuori. In
pratica una specie di laboratorio...e poi , sai, le idee, i personaggi,
il teatro vengono fuori provando e sperimentando. E' un bellissimo
spazio,le serate miste sono interessante perchè si possono vedere
artisti che fanno cose diverse, e poi ci sono dei "big", che
fanno degli spettacoli loro, quindi una rassegna tutto sommato completa,
speriamo di riprendere all' Ambra Jovinelli.
D:Come mai sei una
comica?Aspirazione personale o casualità della vita?
R:Una serie di
fatti per cui un po' la tua natura evidentemente è quella, poi, se
incontri delle persone che ti incoraggiono in questo cammino...sai, la
mia aspirazione personale era quella di fare l'attrice, dopo non pensavo
di essere brillante, pensavo di essere una normale, poi quando vedi che
le persone sorridono, ridono eccetera, eccetera...insomma... Io sono
andata dietro ad un meccanismo di mercato, per cui abbiamo cominciato a
fare televisione otto dieci anni fa ed effettivamente al tempo le donne
che facevano ridere erano molto meno, per cui c'era più richiesta anche
di mercato e quindi è stato un insieme di combinazioni di cose che ci
hanno portato qui.
D:Ti piacerebbe
avere un'esperienza come attrice drammatica?
R:Già ce le ho
avute. Ma siccome non sono tantissime le persone che fanno ridere, e
questo è vero, perchè come dicevano i grandi, a far piangere sono
capaci più o meno tutti, il meccanismo di comicità scatta in pochi in
realtà. Poi quando hai questo genere di |