immagine dello spettacolo società cooperativa p.iva 08229561009 via a.cencelli 92 roma 00177 tel 068933525 fax 06989335 23 cell 3385465301-mail to: immaginicinema@hotmail.com

manifesti e locandine , fotobuste e  foto di scena, libri e tutto il  materiale iconografico   originale di cinema fotografie  rare

L'ASSOCIAZIONE CULTURALE
"ARCADINOE' "
 
E' LIETA DI INVITARVI 
ALL' ANTEPRIMA TEATRALE 
PER L'ESTATE 200
NELLA RASSEGNA
FontanonEstate
(Via Garibaldi - Gianicolo)
-----------------------------------------
12 13 luglio  ore 22,45
 
 
MUSICA COME STRUMENTO DI MEMORIA
UN TUFFO INDIETRO DI 20 ANNI PER RICORDARE I CONTROVERSI ANNI '80
 
 "1980"
vietato ai
maggiori di 35 anni
 
"RECITAL"
 
SCRITTO E INTERPRETATO DA
PATRIZIO CIGLIANO Contatore Sito
Bpath Contatore
 
 
REGIA
FRANCESCA DRAGHETTI 
 
MUSICHE ORIGINALI  DI MICHELE CONTESI 
 
DANCE COMPILATION '80 A CURA DI
DJ MONSTER FABER CUCCHETTI
 
 
VERY SPECIAL GUEST A SORPRESA!!
 
E CON:
ANTONELLA ALESSANDRO, ANDREA GHERPELLI, MARIA LETIZIA,
ANDREA LOLLI, STEFANO MASALA, ELISA SANTAROSSA. 
 
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Prenotazioni via sms al numero 338.69.39.829 
(indicare data numero biglietti, nominativo e recapito telefonico)
 
Oppure presso il botteghino: 06.58.48.10- 58.00.107
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ogni 3 biglietti, il 4° in omaggio!!!
Con preghiera di diffusione!
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Nasce il primo culture magazine italiano sulle avanguardie del mondo contemporaneo, nasce DROME

E’ stato lanciato il primo numero di Drome, il nuovo periodico interamente dedicato a rappresentare il dinamismo artistico e comunicativo della cultura contemporanea. Drome si propone come un patinato magazine trasversale, innovativo e stimolante per tutti i lettori con interessi relativi all’arte, alle nuove tecnologie, alla comunicazione, alla fotografia, al design, al lifestyle, ...

Ogni numero sarà dedicato ad un tema specifico, che verrà interpretato e decriptato avvalendosi di segnali, esperienze e punti di vista internazionali. Sul primo numero si esplora il tema della "trasformazione" attraverso un viaggio visionario che lega l’identità multipla della musica di Aphex Twin con i crossover artistici di Florencia Martinez e Vik Munitz, le metamorfosi carnali di Orlan nel documentario di Stephan Oriach con l’ambiguità androgina rappresentata in "Tiresia" di Bertrand Bonello, l’arte urbana policromatica del prêt-a-porter di Xuly Bët con le tensioni camaleontiche di città quali Messina, Genova e Roma.

Drome presenta anche una ricca sezione chiamata Dromeland, che accoglie una serie di appuntamenti fissi, slegati dalla tematica prescelta del numero. Tra queste rubriche vi è la segnalazione di eventi speciali (mostre, nuove uscite editoriali, concerti, ....), di innovativi prodotti per il palato, di mete turistiche stravaganti, di analisi di pubblicità creative, di suggestioni di interior design. E in più, recensioni ed interviste legate al mondo musicale, teatrale e cinematografico.

Diretto da Rosanna Gangemi, il magazine sarà in vendita in tutta Italia presso le librerie più importanti (Feltrinelli, Rinascita, Mel Bookstore...), ma verrà distribuito anche in alcune gallerie, art-bar, negozi di musica indipendente, presso gli istituti culturali esteri e in tutti i luoghi che fanno tendenza.

Su Internet "lo specchio" di Drome è il sito www.dromemag.com, dal quale è possibile ordinare la rivista, avere un overview dei contenuti di ogni numero, leggere gli aggiornamenti di eventi, esposizioni, ...

DROME magazine

Via Perugia, 16

00176 Roma

Tel. 06 7020973

www.dromemag.com

 

NELLE MIGLIORI LIBRERIE

 

TEATRO DELLA FORMA

 

PRESENTA

“ALL’OMBRA PROFUMATA DI UN CAFFÈ ”

OMAGGIO A TRILUSSA Contatore Sito
Bpath Contatore

TRA POESIE E CANZONI

CAROLA LAGIER

ALESSANDRA MARIA BUGLIONI

ALLA CHITARRA ANTONELLO DE LISI

REGIA DI DANIELA DANESI

GIOVEDÌ 4DICEMBRE 2003 ORE 21

 

Teatro della Forma – Viale della Primavera 317 – Roma – Info e Prenotazioni: 06/97612703

piazza Tilussa a  TRASTEVERE ROMA

TRILLUSSA LINK

La Stanza di Trilussa - videoinstallazione

Studio Azzurro, La stanza di Trilussa, videoinstallazione

Trilussa Poeta Dialettale Romano

trilussa
Trilussa è il poeta romano Carlo Alberto Salustri, scelse questo pseudonimo da un anagramma del proprio cognome

TRILUSSA Poeta Dialettale Romano

e ancora

                                       

presenta

 L’Attesa

Dramma in un atto

La Ballerina                             Carola Lagier

La Donna d’affari                 Alessandra Maria Buglioni

La Prostituta                        Giulia Basili

La Smemorata                      Daniela Danesi

                             Il Cieco                                Ennio Ricciardi      

Scritto e diretto da

  Daniela Danesi Teatro della Forma

Viale della Primavera 317– Tel. 06/24407469 – cell.347/3690339

 

 

testo

L’ATTESA

 

 

 

Stazione ferroviaria - Sala d’attesa- La biglietteria chiusa con un’inferriata -Non ci sono indicazioni di arrivi e partenze- un tabellone completamente vuoto - in scena solo due panche- intervento musicale prepara l’entrata di Carola.

Entra Carola. Ha le caviglie legate da una corda a più nodi; è affannata, stanca; alla cintura ha legate un paio di scarpette da ballo- cerca indicazioni , scruta ansiosamente tutta la scena poi grida…

 

CAROLA: C’è nessuno qui?!.

Si siede; sta qualche secondo abbandonata sulla panchina poi cerca di sciogliere i nodi ma non vi riesce- si accascia esausta raggomitolata su se stessa- Entra Alessandra , scalza, le scarpe in mano- procede in avanti sul palco, non si guarda intorno- guadagna un angolo della scena- cerca nervosamente di accendersi una sigaretta- Carola si avvicina a lei in cerca di aiuto- mostra le caviglie legate- Alessandra si spaventa, indietreggia, si porta dalla parte opposta del palcoscenico. Carola la segue, le si inginocchia accanto.

CAROLA. Hai paura?

Alessandra annuisce. Con uno slancio avvicina le mani alle caviglie di Carola nel tentativo di sciogliere i nodi ; non ci riesce. Poi chiede angosciata…

ALESSANDRA. Perché?!!!

CAROLA. Perché…perché… perché… ride istericamente

Entra Giulia- si trascina dietro Daniela che barcolla, si lamenta

DANIELA. Non ce la faccio più…

GIULIA. Siediti e non lamentarti (bruscamente)

DANIELA. E come faccio a non lamentarmi…la guerra, la prigione, la fuga…tutto questo senza sapere il perché! E’ terribile!

GIULIA Oh! Poverina! Anch’io non so rispondere ai miei perché…e vorrei sapere quanti lo sanno fare! ( si guarda in giro poi rivolta alle altre due donne) Voi, per esempio, che mi guardate con quegli occhi grandi grandi sapete dirmi forse perché c’è la guerra, il sangue, la prigione, la tortura?!( un attimo di silenzio) Perché siete qui anche voi? ( non rispondono) Ah! Scusate! Permettete che mi presenti… io sono l’inquilina della cella numero dieci della prigione di Stato la cui porta si è improvvisamente aperta grazie alla magia di un uomo, o meglio della voce di un uomo, melodiosa come il suono della sua fisarmonica. Il mio misterioso benefattore mi ha dato appuntamento proprio qui alla stazione…vuole portarmi in un posto favoloso dove potrò ottenere la libertà….un posto assai improbabile, ma io gli ho creduto e lo aspetto!........ A questo punto devo presentarvi anche la mia amica di cella…...Adesso è uno straccio ma … viene dai quartieri alti, io so tutto di lei…è una donna di classe…anzi una moglie di classe…posso dirlo no?!

DANIELA. Di’ quello che ti pare, per me è lo stesso…io non posso che ascoltare….

GIULIA. Sei la moglie di un politico, Ciccia!...Cerca di ricordare,…dai! Possibile che tu non riesca a ricordare il tuo maritino…morto soffocato … dalle tue cure di compagna impeccabile, bravissima a marcarlo, precisa ed invisibile come un sommergibile, come dice una canzone…non è vero, tesoro?! Eh, si! La signora si era conquistata un posto di prestigio nel buio del suo ambiente, organizzatrice di pranzi e ricevimenti per ospiti senza volto e per conto del suo padrone e signore. .Poi , ad un certo punto lui…paff! .. è schiattato, stretto dai fili della brava tessitrice. E lei che ha fatto? E’ andata in galera e da quel momento ha dimenticato tutto! Il suo passato non c’è più… cancellato… spazzato via! Bella mossa, cocca!

Daniela piange, ha la testa fra le mani.

GIULIA. Dai, non fare cosi’… lo sai che ti voglio bene…A che è servito, se no, tutto il tempo che abbiamo passato insieme in quella galera di merda….Come vorrei che tu ricordassi, come vorrei che tu sanguinassi come me…ma il tuo sangue è congelato…C’è una cosa che t’invidio…le lacrime! Sapete…io non piango…non escono. D’altra parte come può piangere una che ha passato dieci anni sulla strada a farsi trafiggere da mille spade irriverenti senza farsi uccidere…(aggressiva) Io ho ucciso! Ho ucciso un uomo…anzi ho ucciso cento uomini…forse di più…poi la prigione a curarmi le ferite e la compagnia di questa poveretta senza ricordi! ( guarda le altre con aria di sfida) Beh? Non vi faccio paura? Perché non andate ad avvisare le guardie?

CAROLA. Tu hai parlato di prigione, di fuga…e di altro…ma la tua storia è uguale alla mia!...Anch’io sono qui per quell’uomo… anch’io lo aspetto…

(Alessandra sviene- Daniela corre in aiuto- Alessandra lentamente si riprende- trema-)

DANIELA. Hai freddo? ….Hai paura?... ( Alessandra annuisce) Anch’io.

GIULIA. ( a Carola). La conosci?

CAROLA. No…

GIULIA. Non mi dire che anche tu vieni dalla prigione? No, non può essere.. non saresti cosi’ sconvolta….quella è una " scuola di formazione"

ALESSANDRA. Quell’uomo vuole anche me!...Ho paura, non voglio vederlo….non voglio aspettarlo!..

DANIELA. Stai calma…

ALESSANDRA. Non dovevo ascoltare quella voce…..quel suono!....Per un attimo le sue parole mi hanno illuso…ora voglio andar via! ( sta per uscire, ma Daniela la ferma)

DANIELA. Credo che non possiamo tornare indietro sai?

GIULIA. Non vorrai mica metterci nei guai?

CAROLA. Se torni indietro è la fine per noi! Ci scopriranno! Vuoi che ci ammazzino? ( aggressiva) No! Questo non te lo permetto!

DANIELA. Aspetta! Non sappiamo la sua storia!... Di che cosa ti hanno incolpato?

ALESSANDRA. Ho ucciso un uomo con premeditazione.

CAROLA. Tu?! E come hai fatto?

GIULIA. Dove hai preso il coraggio?

ALESSANDRA. Non ci vuole coraggio ad uccidere un uomo che non ami. Ho ucciso lui, così servizievole, così comprensivo…attento a non farmi stancare…la casa…i figli…tutto nelle sue mani…perfette. Uno schiavo su misura per me……Sono una donna importante io, sapete…curo gli affari di una grande industria, sono al comando io… al mio fianco non può esserci un uomo…importante quanto me…

CAROLA. Anche tu hai ucciso il tuo uomo? Ah , che bella compagnia! ….Ma, allora, il nostro amico ci ha scelto!...Siamo state scelte, compagne! Qualcuno ha avuto pietà di noi…

GIULIA. Ma se il tuo uomo ti ha adorato…perché l’hai ucciso?

ALESSANDRA. Quando l’ho visto per la prima volta ho provato un senso di ribrezzo…poi lui ha cominciato a corteggiarmi…ovunque andavo lì lo trovavo…e più lui si faceva avanti, più il mio grande vero amore si allontanava. Ho avuto paura.. Mia madre …mi ripeteva.." non lasciartelo scappare…magari non lo trovi più uno che ti sposa" " ….ma non mi piace!... non provo niente per lui!" dicevo…"Che importa, ti ci abituerai…un buon marito…un buon lavoro… e sei sistemata!"…Sì mi sono proprio sistemata….come una pioggia, continua, ininterrotta, mi sono riversata sul mio lavoro e sono arrivata ai vertici della mia professione e intanto le mie radici marcivano. Lui, lì, imperterrito, a sbavarmi dietro, a elemosinare la mia attenzione, a togliermi il peso delle responsabilità familiari:…lui voleva indebolirmi per potermi catturare…ma io l’ho scoperto e allora l’ho annullato giorno dopo giorno con il veleno della mia indifferenza fino alla morte…..(piange) questo delitto non è servito a niente…lui non c’è più dentro di me… ma la paura…la paura è rimasta…violenta, implacabile…

(silenzio)

CAROLA. Perché non provate a indovinare…perché le mie caviglie sono legate (si muove a piccoli salti )Pochi istanti fa la nostra amica mi ha chiesto terrorizzata …"perché?". Non le ho ancora risposto…la sua domanda mi fa ridere da morire ( ride istericamente) Pensate che sono pazza?...Sì, è vero sono pazza…..pazza per non morire.

Ballare… solo quello contava per me. Ogni muscolo pronto ad eseguire il movimento perfetto necessario…le mie membra scolpivano l’aria e mille forme si animavano e danzavano con me.

Le emozioni fluivano libere, senza paura di misurarsi…il mio sogno di bambina…Sì, mio nonno musicista suonava, suonava ed io vedevo, sapete, note colorate uscire fuori da quell’immensa e misteriosa fucina nera…sinuosa…Sì, tanti piccoli esseri allegri, spensierati, timidi, malinconici si muovevano intorno a me e in breve io danzavo con loro….

Avete mai provato a ballare?...A poco , a poco ci si libera dall’abitudine di fissarsi sulle pose statiche del corpo e si comincia a lasciarsi prendere dai ritmi, dal respiro della musica, dal fluttuare delle armonie che pervadono lo spazio e lo rendono vivente. .. Il movimento deve essere sentito, colto con l’anima fino a percepire lo spazio che vive, vibra, fluttua, si avvicina, si allontana, si solleva, ampio ed immenso, si restringe…fino a contrarsi….Ballare…un tutt’uno con la mia anima…fino a dimenticare quasi che avesse un corpo.

Poi è arrivato lui… bello, pieno di personalità, così convincente che in breve tempo ha avuto in mano le redini della mia vita…Il mio filtro dorato. Le mie azioni, i miei pensieri, le mie emozioni…tutto setacciato dal suo giudizio. Il mio cervello non dava più ordini autonomi…anche lui sull’attenti di fronte al grande capo e l’ordine del capo era: "IMMOBILITA’ "

I muscoli delle mie gambe?.. Le mie ali? Rigide e flaccide, al tempo stesso…eccole le mie gambe legate… la mia anima vola ma il mio corpo non può seguirla…Il mio uomo… la mia zavorra…non mi è rimasto altro che ucciderlo…

GIULIA. Non mi piace quello che dici. Il tuo vittimismo mi nausea.

CAROLA. Ecco, un’altra venuta a giudicarmi. Benvenuta signor giudice!

GIULIA. Quanto tempo sei stata ferma, " dea del movimento!", in attesa che qualcuno ti fornisse l’alibi per la tua pigrizia, per la tua debolezza…!

ALESSANDRA. (a Giulia). Voglio farti una domanda.. Anche tu , come noi, hai negato l’amore.

La tua vendetta contro un uomo colpevole quanto te, non ti ha portato forse alla stessa attesa compagna della nostra vita , o forse meglio sarebbe dire, della nostra morte…Non eri anche tu immobile quando giacevi sotto le voglie morbose dei tuoi clienti. La tua anima dov’era?

GIULIA. Sta zitta cagasotto! Che ne sai tu del rumore del vento che porta messaggi d’amore e d’angoscia, del buio della notte che svela fantasmi di luce accecante, del freddo abbraccio della morte ogni volta che un’anima disperata paga e fruga nella tua! Vuoi sapere dov’era la mia anima? (tira fuori dalla borsa un quaderno) La mia anima è qui in questo quaderno, sporco di terra e di lacrime…la mia attesa non è rimasta vuota… le poesie, le mie poesie sbocciavano una dopo l’altra e le parole si muovevano nell’aria facendola vibrare in forme perfette di vocali e consonanti. Durante l’attesa ho parlato col mondo, durante l’attesa ho amato l’uomo che non mi ha tradito, l’uomo che non ho ucciso, l’uomo che non c’è…(piange)

Daniela si avvicina a Carola

DANIELA. Da quanto tempo sei in queste condizioni?

CAROLA . Che t’importa, smemorata? Perché non ti preoccupi del tuo passato?

ALESSANDRA. Perché non fai pace con te stessa?

CAROLA. O, insomma, fatela finita! Tutti giudici, venuti condannarmi altro che compagne di viaggio! ( si affanna a togliere la corda) Questi maledetti nodi! Aiutatemi, vi prego! Mi soffocano!

ALESSANDRA.. Ho provato….non è possibile…. Non è possibile!

(Carola si rivolge ora a Giulia)

GIULIA. Perché dovrei occuparmi dei tuoi nodi? Non ci tengo ai tuoi ringraziamenti!

CAROLA. ( rivolgendosi a Daniela) Beh? La suorina non dice niente? Non emette la sua sentenza?

DANIELA. Come volete che parli una che non ha coscienza della sua esistenza. Tutti sanno chi sono, che ho fatto e perché l’ho fatto…la mia vita…è fuori di me…

CAROLA. Ah! Allora è vero! La tua amica non sbaglia! Il tuo forte è il lamento! Beh, allora, voglio dire una cosa a tutte e tre! Voi siete prigioniere quanto me! E la morsa che vi stringe è la stessa che stringe le mie caviglie! Non vi chiederò più di liberarmi! Aspetto lui! Aspetto il suono della sua fisarmonica!

GIULIA. Povera sciocca! Povera libellula dalle ali spezzate! Tu sei semplicemente incapace di camminare con le tue gambe!

CAROLA. Frena la corsa! Da quando sei entrata in questa sala d’aspetto non fai altro che sputare sentenze…hai una condanna per tutti…eppure come noi hai ucciso!...come noi stai pagando!...come noi aneli alla libertà…e allora frena! E aspetta anche tu, buona buona la partenza del tuo treno!

GIULIA. Io non sono stata mai " buona buona" ad aspettare!

CAROLA. ( ride) L’avete sentita? E che facevi, allora, sulla strada…? I tuoi clienti li andavi a prendere direttamente a casa?

GIULIA. Stupida! Fai finta di non capire eh? Sei una vigliacca! Tu paziente hai aspettato che il tuo uomo arrivasse a far spazzatura della tua vita…l’hai lasciato fare fino a che l’hai trasformato in un mostro da uccidere…Se solo tu avessi avuto la forza e il coraggio di fermarlo alla prima mossa lui sarebbe ancora vivo e tu la tua libertà non saresti dovuta andartela a cercare tanto lontano!

ALESSANDRA ( a Giulia)Tu sei una che brucia le tappe. Sì tutto sommato sei diversa da noi che abbiamo aspettato tempi di lungo , lento massacro prima della ribellione dispensatrice di morte e di galera, ma come noi invece, ferita dal non amore, hai scelto di uccidere per non essere uccisa

hai negato l’amore anziché cercarlo …. perchè non provi ad avere… paura… come noi?

Silenzio. Daniela accenna ad una musica dapprima con la voce, poi con i passi. Si porta al centro della scena.

DANIELA Nessuno fa domande alla smemorata? E’ vero non posso parlarvi del mio passato perché ho deciso di non tornarci più nemmeno coi ricordi. Ma posso dirvi tanto …del qui ed ora.

Perché non mi domandate, per esempio , cosa ne penso di questo strano evento che ci accomuna così intimamente: Non vi meraviglia il fatto che quattro anime disperate come noi si ritrovino un giorno in uno stesso luogo , alla stessa ora, pronte a partire per uno stesso destino scelte e dirette da una stessa mano? Tutte voi difendete le vostre sofferenze, così ancora terribilmente presenti e vi lacerano…nonostante la prigionia…Sapete… durante quella lunga attesa lontano dal mondo ho avuto tempo per strappare uno dopo l’altro i fili che mi legavano al passato.

Svuotare la mia mente è stato come togliermi la carne di dosso…tutto il mio corpo bruciava e l’aria intorno a me era irrespirabile…poi il suono … e la nebbia si è fatta pioggia… ristoratrice…che… ha lavato via la mia memoria di sale e nitida si è fatta la memoria del mio sangue…la porta della mia prigione si è aperta… e tu , sorella, come in un turbine, mi hai trascinato qui…ti ringrazio!...

Amiche, care, dolci amiche… voglio confidarvi un meraviglioso segreto…..Quando il passato toglie le unghie dal nostro corpo..ci si ritrova soli.. ma ci si ritrova ! E scopri con la meraviglia di un bambino che da sempre è stato così…la solitudine… fin dalla nostra discesa sulla terra… Oh! Se potessimo accorgercene subito! Come sarebbe leggero e spedito il nostro passo!

Hai ragione, ballerina, la corda che lega le tue caviglie è la stessa che ha legato me, la prostituta, la donna d’affari… ed è la stessa corda che si è stretta intorno al collo dei nostri uomini e ci ha reso vittime e carnefici…

Non sono forse nostri i lunghi tempi aggrappate ad una vita che è fuori di noi? … E. quando la presa ci è mancata siamo precipitate giù.. fino in fondo alla nostra incredulità…poi con le ossa rotte ci siamo rialzate e abbiamo ricominciato la scalata… e così avanti nell’illusione totale!

Poi…d’improvviso la caduta degli ideali…. arriva…. Benefica…ci uccide e ci vivifica allo stesso tempo e ci porta qui! Qui …ora…possiamo finalmente conoscere la nostra meta….lui ci guiderà…

GIULIA. Tu… debole compagna di cella… lagnosa amica di tanto tempo… ora mi sveli la tua forza… eppure….quando ti ho trascinato qui…ho creduto…che non ce l’avremmo fatta…

ALESSANDRA. Ho lottato contro il freddo della paura… le mie gambe hanno rischiato di spezzarsi….

CAROLA. La corda… non è riuscita a fermarmi…

DANIELA. Voglio raccontarvi una fiaba che ho ascoltato un giorno da una vecchia detenuta, durante l’ora d’aria. E’ la storia di una capra che scala sicura le vette di un monte dalle pareti ripide…per lei non è un problema…è un terreno conosciuto… e gli zoccoli si muovono lenti…ma sicuri. La capra arriva fino alla cima ma qui si accorge che dall’altra parte della montagna c’è il mare…un mare in tempesta; per un attimo pensa di tornare indietro…ma voltandosi si rende conto che quella roccia, che lei conosce bene, non le risparmierebbe la morte. Allora, raccoglie tutta la sua voglia di vivere e si getta fra le onde…Gli Dei, commossi, decidono di premiare la capra facendole spuntare la coda di pesce… così potrà navigare a nuova vita…

Ecco, noi siamo qui, ora…come la capra in cima alla montagna…pronte per il tuffo nel mare.

Non è più tempo di tornare indietro e dobbiamo lasciare andare il nostro bagaglio…

Inizia gradatamente a sentirsi il suono della fisarmonica. A poco a poco si delinea la figura di un uomo seduto. E’ sempre stato in scena dietro un velo di garza. Ora la luce è su di lui e le figure delle donne vanno in ombra e si avvicendano a turno come in un girotondo sul proscenio.

 

DANIELA . Uomo! Che conosci i segreti della nuova vita! Che mi inviti a danzare nella luce in cambio del mio bagaglio!...Ecco!... La mia fede!...Qui c’è tutta la mia storia recente…in questo piccolo cerchio sono impressi tutti i miei ideali!...Questo!...In cambio della libertà!

Daniela lascia con passo di danza il posto a Giulia che avanza stringendo fra le mani il suo quaderno di poesie. Ne recita una.

Lunghe notti

passate ad

ascoltare

l’incerto respiro

del bosco

profondi sono

gli sguardi

di chi aspetta,

incantato

dal dolce

frusciare di

foglie

spente ormai

anche le luci

delle case

mute stelle

in attesa.

Giulia prosegue il suo giro ed è il turno di Carola che attraversa la scena con forme euritmiche

Arriva Alessandra. In mano ha una lettera aperta.

ALESSANDRA. Amore mio, non ti ho mai perso…ecco le tue lettere…le mie…antica memoria di una vita felice riemergi , nitida, dalla paura come il mito di Atlantide….

Legge la lettera e alla fine

ALESSANDRA. Questo….in cambio della libertà!

Passa di nuovo Daniela a cui segue Giulia che recita un’altra poesia

 

GIULIA

Oscillanti moti

dell’anima

prorompenti desideri

di lontananze

verdeggianti isole

carezze

di mare…

GIULIA: Questo in cambio della libertà

ALESSANDRA. (legge un’altra lettera d’amore)

"Questo in cambio della libertà"

La musica cessa di colpo. Voce del cieco

CIECO. Prendete l’arpa e lasciate che io canti

Sfiorate le corde, l’argentea e la dorata;

Voglio cantare l’uomo intrepido

Che sterminò il drago della valle,

poi lo guardò colmo di pietà.

Prendete l’arpa e con me intonate il canto,

come tempesta lui squassa la foresta

e spezza il ramo secco e senza foglie

e spinge la radice vivente ad annidarsi

più profonda nella terra.

Prendete l’arpa e con me intonate il canto,

No, compagne, fermate la mano.

Lasciate l’arpa,

e venite intorno a me,

vi ripeterò le sue parole

vi narrerò le opere sue:

l’eco della sua voce

è più profondo della nostra passione.

CAROLA. Finalmente!

GIULIA. Parlaci del nostro viaggio!...Perché non volgi lo sguardo?

ALESSANDRA. La nostra guida non ha occhi per noi?

DANIELA. I tuoi occhi non possono vederci….chi sei?

CIECO. Quattro volte sono nato, quattro volte sono morto dal tempo del nostro incontro…ed ecco, sono vivo ancora una volta…per te…

DANIELA. Tu sei la pioggia ristoratrice…

GIULIA Tu sei il vento che porta messaggi d’amore….

CAROLA Tu sei la musica della mia anima…

ALESSANDRA Tu sei la quercia che si staglia sulla vetta….

CIECO. Maestro, maestro di poesia,

Maestro di parole pronunciate, Maestro di parole cantate,

hanno costruito templi per dare dimora al tuo nome,

e sopra ogni altura hanno innalzato la tua croce,

ignoti nella processione degli ignoti: questo vogliono essere;

e amano soggiacere al dolore, il loro dolore,

e rifuggono dal conforto della gioia:

e un’afflizione , muta e senza forma,

le rende creature solitarie con cui nessuno s’intrattiene.

Attorniati da parenti e conoscenti,

vivono nel timore, solitari;

eppure non amano la solitudine.

Vogliono piegarsi verso oriente quando soffia il vento da occidente.

Buio in scena poi subito luce – l’uomo è in piedi accanto alla prima donna sulla sua sinistra, la prende per la vita e con lei inizia a ballare un tango-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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0022 non ci resta che piangere

023 c'era una volta il west foto 18x24 024 c'eravam tanto amati foto 18x24
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026

charlot in piedi

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027

continiavano a chiamarlo trinità
028 DELITTO RISTORANTE CINESE 029 LEONE DE NIRO FELLINI CINECITTA 030 DON CAMILLO E PEPPONE
031 GILDA

 


032 TOTO ONOREVOLI IMBUTO
033 GUARDI E LADRI foto 35x50 calamita 034 IL MONELLO
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35 il marchese del grillo

036 il padrino 

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038 dean 039 IL MINESTRONE

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040 la banda degli onesti


041 TOTO PEPPINO CAFFE

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042 DOLCE VITA FONTANA TREVI

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043 DOLCE VITA COLORI 044 TOTO LE MOTORIZZATE
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045 vacanze intelligenti
panino
calamita

046

VACANZE INTELLIGENTI SPAGHETTI

foto 18x24calamita

047 LOREN E SACERDOTE PIAZZA NAVONA
048 LOREN SPOGLIARELLO
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calamita
049 FABRIZZI POLLO foto 18x24
calamita
050 ANNA MAGNANI
051 MARILIN foto 18x24
calamita
052 MASTROIANNI VITTI A TAVOLA 053 LE RAGAZZE DI PIAZZA DI SPAGNA 054 MONICA VITTI CON IL CANE foto 18x24
calamita
055 CLINT EASTWOOD PER UN PUGNO DI DOLLARI
056 ELVIS
IN MOTO
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calamita
057 AMORE MIO AIUTAMI 058 THE BEATLES 060 CAMPO DE FIORI MAGNANI FRUTTI
VENDoLA
059 CAMPO DE FIORI FONTANELLA
061 CHALPIN
E PAULETTE
062 CHAPLIN NEVE 063 CARDINALE COLLANA 064 EDUARDO NAPOLI MILIONaRIA dr jekyll and Mr.hyde
066 JOHN BARRYMORE DR.JEKYLL AND
 MR.HYDE
o67 FEBBRE DA CAVALLO 068 NO SMOKING miniposter
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calamita
069 EASY RIDERfoto 18x24 070 FANTASMA DELL'OPERA
071 SORDI IL VIGILE 073 SOLITI IGNOTI CASSAFORTE foto 18x24 074 SOLITI IGNOTI SI LAVICCHIA 130 chaplin e la fioraia 084 I SOLITI IGNOTI QUATTRO FACCE
076 MALA
FEMMINA VIGILE
078 MALAFEMMINA LETTERA foto 18x24 080 PROCESSIONE DI NUDI foto
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081
PECCATO SIA UNA CANAGLIA COLOSSEO
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calamita
095 sorpasso
085 soliti ignoti fiasco 086 milian e bombolo spaghetti 087 stanlio e onlio autografi foto 18x24 088 stanlio e onlio valigia foto 18x24 106 una vita difficile foto 18x24
090 stanlio
 e o carcerati
090 stanlio e onlio panchina 092 troisi benigni non ci resta 094 spaghetti napoli  200
albertone
spaghetti e latte foto 18x24
calamita
096 via col vento 097 vota antonio la trippa toto 098 gassman vespafoto 18x24
calamita
099 albertone spaghetti
in bocca
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calamita
100 albertone  spaghetti
102 toto truffa foto 18x24
calamita
103 loren spaghetti foto 18x24 104 loren terrazzofoto 18x24
calamita
105 squadra antitruffa 117 mastroianni
107 toto pinocchio a colori TOTO' Pinocchio2 108 giulietta masina gelsomina foto 18x24 109 toto mangia pollo        

immagini disponibili in formato fotografie  di cinema 18x24

116 dean e andress

110 STANLIO ONLIO IN CUCINA 118 pasolini sul set 127 marylin gelato    
                   

 

119 marina berti

111 TOTO CAFFE     



120 claudia cardinale 128 gina lollobrigida spaghetti 130 brando magnani

 

121 sergio leone a cavallo
 


122 aldo fabrizi a tavola


123 gasman e gina lollobrigida  spaghetti 129 anitona sedia fontana trevi 132 brando un tram chiamato desiderio

 

126  sordi cardinale emigrato


125 toto  scolaverdure
124 toto mangia spaghetti 131 a quacuno piace caldo    
133 toto magnani risate di gioia


134  toto petrolini
135  sean connery 136 marylin 137  dusti hofman
141 greta garbo

 


142 mamma roma

143 godard bardot 144 hitchcock gli uccelli  

138 riso amaro


139 conte tacchia

 

140 donna sul ponte nave 145 pasolini vangelo 146 jayne mansfield

147 tognazzi spaghetti

148 toto il coraggio

149  stanlio e onlio briganti 150 loren scolapasta secchio 166 bogard e marylin

155 monica vitti

monica vitti


156 brando il selvaggio

 

157  brando selvaggio appoggiato 158 gasman    

164

 

 

 

 

167 hitchicook gli uccelli        

guardie e ladri

259
guardie e ladri


c'era una volta west

261

la dolce vita fontana

toto caffettiera

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pausa pranzo

164

magnani con gatto

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capannelle

chaplin bastone

chaplin il monello

più calamite x tutti più calamite x tutti

conto corrente